I carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno arrestato un 31enne già noto alle forze dell’ordine, che pretendeva 5mila euro dal titolare di un’impresa impegnata nella realizzazione di alloggi di edilizi residenziale a Bacoli.
Una richiesta accompagnata dalla più classica delle minacce, con il metodo intimidatorio delle mafie.
L’impresario paga ma il 31enne non sa che i carabinieri stanno osservando la scena da remoto, attraverso la lente di un drone in volo. Non fa neanche in tempo a muovere un piede che è già in manette.
Recuperata la somma, l’uomo finisce in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso. E’ ora in attesa di giudizio.
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I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e della Compagnia di Pozzuoli hanno arrestato 4 uomini per fuga pericolosa. Tre di loro dovranno rispondere anche di favoreggiamento perché il quarto, il 45enne Gennaro Rizzo, è risultato essere latitante da ottobre.
Con lui in manette Luca Orsetti, 31enne, Luca Di Fraia 27enne e Daniele Innocente 23enne, tutti già noti alle forze dell’ordine.
E’ mattina inoltrata e i carabinieri pattugliano il territorio. Siamo a Monte di Procida, località Cappella. Davanti ai militari una Fiat 500x nera. A bordo quattro uomini. L’atteggiamento spavaldo non convince, scatta l’alt. L’auto non si ferma e parte l’inseguimento. La Fiat 500x corre, non è intenzionata ad arrendersi ma gazzella è lì, a pochi metri.
Prima una svolta a sinistra poi una a destra e i fuggitivi imboccano Via Fusaro dove a sbarrargli la strada c’è un’altra pattuglia. Arriva a tutta velocità, freno a mano tirato di colpo, piccolo testa-coda e l’auto è costretta a fermarsi. Dopo 3 km la fuga è terminata.
I 4 spalancano le portieri ma l’intenzione è quella di continuare a scappare. Due uomini vengono bloccati immediatamente, gli altri due fuggono in direzioni opposte.
Il primo viene catturato dopo una corsa tra le strade di Bacoli, l’altro, che intanto aveva fatto perdere le sue tracce, è stato trovato poco dopo da una gazzella nella zona rurale della cittadina.
Perquisiti verranno trovati in possesso di arnesi da scasso: 4 chiavi “topolino”, 14 chiavi universali per l’apertura di porte blindate, 1 smerigliatrice, 2 pali in ferro e 1 passamontagna. In auto anche una paletta segnaletica per la viabilità del Comune di Napoli.
Il 31enne, il 27enne e il 23enne sono ora ai domiciliari in attesa di giudizio.
Destino diverso per il latitante 45enne, portato a Poggioreale.

