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Tumore al seno, il calvario: “Per curarsi l’iter burocratico è lungo”

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Il sindacato Anaao Assomed Campania ha espresso una forte preoccupazione per la recente riorganizzazione del percorso di screening senologico presso il Distretto 24 dell’ASL Napoli 1 Centro. Secondo il segretario aziendale Gaspare Leonardi, il nuovo assetto ha di fatto smantellato un modello operativo che nel 2024 ha garantito volumi di attività d’eccellenza (12.000 mammografie e 1.200 risonanze).

La riorganizzazione del percorso di screening senologico

“La riorganizzazione del percorso di screening senologico al Distretto 24 dell’Asl Napoli 1 è anti-economica. Tutto ciò a causa del divieto dell’esecuzione della risonanza magnetica e degli agoaspirati nel Distretto 24. Ne deriva un passaggio da un percorso “unico” a un iter più lungo e complesso. Moltiplicati prenotazioni, accessi e spostamenti e utilizzati in modo meno efficiente strutture e personale, con un aggravio di sofferenza per le pazienti ha dichiarato Leonardi. Proprio le pazienti, infatti, dovranno affrontare un iter molto complesso. Quest’ultime, dopo gli esami di base al Distretto 24, dovranno effettuare una seconda prenotazione e recarsi al Distretto 31 per la rivalutazione clinica. Successivamente è necessaria una terza prenotazione presso l’Ospedale del Mare per la risonanza magnetica e una quarta prenotazione con nuovo accesso al Distretto 31 per l’agoaspirato.

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Secondo il sindacato dei medici, al dolore della malattia si aggiunge il dolore burocratico. Si ripristini un modello unico e completo. Il Distretto 24 rappresentava un modello efficiente di presa in carico completa, grazie a personale dedicato e a volumi di attività significativi: 4 medici e 3 tecnici dedicati; circa 12.000 mammografie, 10.000 ecografie mammarie, 1.200 risonanze magnetiche e 150 biopsie l’anno (dati 2024 novembre 2025). È una situazione ai limiti del grottesco quella che si è venuta a creare per le pazienti dell’ASL Napoli 1 Centro, sulla quale si sottolinea l’esigenza di un immediato intervento. Il sindacato ha chiesto pertanto un incontro con la direzione generale dell’Azienda sanitaria.

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