Usura ad Acerra, a capo del gruppo il cugino del boss ucciso

Una vera e propria associazione dedita all’usura sul territorio di Acerra. Uno spaccato inquientate emerso ieri grazie al blitz eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna (diretti dal maggiore Vincenzo Bagarolo) su delega della Dda. Un’inchiesta nata in seguito all’omicidio di Vincenzo Mariniello ‘o camurristiell, ucciso nel febbraio del 2019. In manette sono così finiti Vincenzo Buonaiuto, indicato come il capo del gruppo, Antonio Cannavacciuolo, Igino Caporale, Pasquale Di Buono, Leopoldo Lara. Agli arresti domiciliari sono invece finite la madre e la compagna di Buonaiuto, Carmela Mariniello e Teresa Di Buono oltre a Giuseppe Soriano.

Come emerso dall’inchiesta Buonaiuto sarebbe a capo di questa holding responsabile di prestiti a strozzo con tassi che arrivavano anche al 10% al mese. Anche allo stesso Mariniello, cugino di Buonaiuto, sarebbero stati presstati 100mila euro che non avrebbe restituito del tutto, motivo questo di contrasto con il cugino. Nessuna delle vittime ha denunciato gli aguzzini nonostante vi fossero prove certe del loro essere finite nel mirino del gruppo. A sostegno delle tesi della Procura numerose intercettazioni telefoniche e ambientali.

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