variante indiana

È stata individuata anche in Veneto la variante indiana del Coronavirus. Lo ha reso noto il presidente regionale Luca Zaia. Domenica il ministro Speranza ha chiuso i nostri confini a chi negli ultimi 14 giorni è stato in India, ma potrebbe essersi rivelata una misura tardiva. Ieri mattina il governatore veneto ha ufficializzato la presenza di due casi di variante indiana nella sua regione.

 

«Sono padre e figlia residenti Bassano rientrati dall’India, ora in isolamento fiduciario a casa. La conferma è giunta dall’Istituto Zooprofilattico del Veneto», ha detto aggiungendo come stiano «gestendo la questione senza allarmismi».

 

Trema anche il Lazio con la comunità dei lavoratori agricoli indiani della provincia di Latina. “E’ in corso a Latina una vasta indagine epidemiologica nei confronti della comunità Sikh. I test inviati all’Istituto Spallanzani per i sequenziamenti per verificare ipotesi di varianti”. Sotto la lente la comunità sikh che vive nel territorio di Latinacirca 15mila persone con molti dei componenti impiegati nell’agricoltura.

Lo comunica l’assessore alla sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. “C’è la massima collaborazione grazie alla straordinaria opera di mediazione del Prefetto di Latina in costante collaborazione e cooperazione con la Asl e le autorità religiose”, spiega l’assessore. “Siamo in attesa dei risultati e sono in costante contatto con la Asl e il Prefetto per valutare l’evolversi della situazione”, conclude D’Amato.

Da circa un mese la Asl ha avviato attività di screening di massa nelle aziende agricole su tutti i braccianti. Al momento non rilevato ancora alcun caso di variante indiana, ma risultano positivi al Covid 262 cittadini di nazionalità indiana e 36 minori.

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