Virus killer in Cina, allerta anche a Napoli: al Cotugno pronti kit per la diagnosi e due stanze d’isolamento

Il virus cinese che sta spaventando il mondo «è un coronavirus, parente di quello della Sars. Dovrebbe avere l’80-90% del patrimonio genetico identico». Lo dice in due interviste a Repubblica e Stampa Giovanni Rezza, responsabile delle malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, con un ammonimento: «Dobbiamo evitare che arrivi da noi». I coronavirus, «famiglia di agenti patogeni che si trovano comunemente nel mondo animale», passano all’uomo solo con «un contatto diretto, non a caso ad ammalarsi sono stati i frequentatori di un mercato di esemplari vivi – spiega Rezza – Tra uomini, virus del genere passano attraverso la saliva che finisce nelle mucose di un’altra persona. Insomma ci vuole un contatto molto stretto».

Al Cotugno i kit per la diagnosi e stanze d’isolamento

Le possibilità che il virus si diffonda in occidente sono molto basse. Ad ogni modo si è comunque deciso di correre ai ripari. A Napoli e in Campania, il presidio ospedaliero di riferimento è il Cotugno, nosocomio specializzato nella cura delle malattie infettive, dove, come riportato da ‘Il Mattino’, nei prossimi giorni, il Ministero della Salute invierà i kit per la diagnosi precoce del microrganismo su base molecolare. Nell’ospedale napoletano inoltre, sono presenti due stanze di isolamento in caso di contagio, che fino ad ora sono state utilizzate soltanto per alcuni casi sospetti e per alcuni contagi da tubercolosi.

Al momento WHO/OMS ed ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ritengono la probabilità di introduzione del virus nell’Unione Europea sia moderata. A rischio sono ovviamente gli spostamenti da e per le zone a rischio della Cina e nei luoghi del focolaio. Ad ogni modo in Italia è aumentato il livello di allerta, tanto che da domani, in occasione del primo volo da Fiumicino per Wuhan (zona da cui si è espanso il virus), in aeroporto saranno utilizzati scanner in grado di rilevare la temperatura corporea dei viaggiatori. Fino ad ora i morti accertati sono 9. Circa 400 invece gli infetti accertati.

Come proteggersi

Per proteggersi e prevenire l’infezione «sono da evitare locali sovraffollati e lavarsi spesso le mani. Potrebbe essere considerato anche l’uso di mascherina. Ovviamente mi riferisco a chi va in quelle zone, perché da noi al momento non c’è alcun problema, niente da temere». Non è ancora chiara «l’aggressività clinica: sembra essere un coronavirus poco letale, ma occorre cautela, la gravità si capirà di giorno in giorno».

I sintomi

Il virus provoca «polmoniti, quindi i malati hanno febbre elevata, tosse, malessere generale e difficoltà respiratorie» e non c’è un farmaco specifico: «il trattamento è sintomatico. Le persone fragili, che se contagiate possono andare incontro a situazioni critiche, hanno bisogno della terapia intensiva». Contro infezioni come queste si possono produrre vaccini, «ma ci vuole molto tempo per trovarli e poi produrli su larga scala». Sconsigliare i viaggi nella città cinese dei primi casi «è una norma di buonsenso che va combinata con un rafforzamento dei controlli sulle persone in arrivo da quelle zone»

Medico del tursimo: più contagioso della Sars

«La situazione è in continuo divenire, ma l’impressione è che il nuovo coronavirus abbia un tasso di mortalità inferiore rispetto agli altri, Sars in primis, ma una maggior contagiosità. E questo è un bene, ma paradossalmente anche un male: la Sars era molto letale, ma era stato più facile contrastarla. Quando invece il tasso di mortalità è minore, l’infezione si diffonde più facilmente, può essere peggio». A commentare con l’Adnkronos Salute l’epidemia di 2019-nCoV partita dalla Cina è Walter Pasini, presidente della Società italiana di medicina del turismo.