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«SILENZI E OMISSIONI: COSI’ MUORE L’HINTERLAND»
Giuglianese, una polveriera pronta ad esplodere. L’intervento di Curzio

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GIUGLIANO. Anche il 2004 scivola via, con il suo fardello di morti, raid camorristici, vendette trasversali, rebus e misteri. Tra poche ore arriva il 2005, un nuovo anno di speranze, per spazzare via le amarezze del passato. E, ancora una volta, per i comuni dell’area metropolitana a nord di Napoli, la prima emergenza da affrontare é quella dell’ordine pubblico. Ormai non ci sono più dubbi: la situazione , in questa zona, è esplosiva. C’è poco da dire. Per lo Stato è arrivato il momento di agire, di mostrare i muscoli. Gli strumenti potenziali di lotta anti-Piovra sono da tempo su questo parterre insaguinato da omicidi e tragedie.

Nell’attesa di risposte concrete,questo lembo di periferia “scimmiotta” Napoli per il numeri di morti ammazzati, di missioni di morte che, in questi ultimi mesi del 2004 , sono lievitati a macchia d’olio. La litania si ripete da mesi, da anni. Mentre, da tutta la provincia, arrivano segnali poco incoraggianti. Gli ultimi mesi di questo anno che volge al termine tra pochissime ore sono stati tremendi. Ci sono spicchi di territorio dove lo Stato ha disertato, ha abdicato. O, quantomeno, rischia di farlo da un momento all’altro. Melito, Mugnano, Casavatore ecc. Basta andare, ad esempio, sul litorale domizio, tra il suk quartomondista di Licola e Varcaturo. Oppure basta girare di notte nelle strade che portano al Ponte Riccio. O peggio, ancora, sulla Circumvallazione Esterna trasformata, tra l’indifferenza di tanti, in una mega-alcova con lucciole, viados e travestiti. Eppure c’è chi fa finta di niente, chi ignora queste cose. Sono in tanti. Anzi tantissimi. Lo fanno con complici silenzi e colpevoli omissioni. Dall’ alto di aristocratici salotti benpensanti. I comuni del Giuglianese sono una polveriera pronta ad esplodere. Troppe le contraddizioni, troppe le discrasie. C’è una camorra mafizzata che spadroneggia. Ma c’ è anche una Piovra dai “colletti bianchi ” che cerca di mettere le mani su nuovi affari miliardari. C’ è una mafia nera che controlla il mercato delle braccia dei tanti “vù lavà” delle Colonne e quello di centinaia, migliaia di “Barbie nere”, lucciole albanesi polacche, slave costrette a prostituirsi per pochi bigliettoni da dieci euro. Ci sono i droga shop delle 219 di Melito e quelli di via dei Fiori a Mugnano. Per non parlare di ciò che accade in via Staffetta, via Ripuaria e via Sannullo dove, ogni giorno e ogni notte, viene venduta a grappoli di tossicodipendenti eroina di schifosissima qualità. Roba da saldi, venduta a prezzi stracciati per “vincere” la concorrenza partenopea di Secondigliano. E la gente, ogni notte, viene compra, si “buca” e se ne va. La realtà, purtroppo, è questa. E’ maledettamente questa. Che fare? Occorrono segnali precisi concreti immediati. Nel frattempo, nessuno interviene. E’ una morte lenta. E’ un’agonia che è quasi un’eutanasia. La realtà è questa solo questa. Ma guai a parlarne, guai a denunciarla. C’ è, da queste parti,, un manicheismo strisciante e silenzioso. Da una parte i “buoni” o quelli pseudo tali e dall’altra i “cattivi” quelli che non sono allineati quelli che “disturbano” quelli che hanno il coraggio di levare la loro voce fuori dal coro dell’omertà e della menzogna. Quelli che hanno deciso di dichiarare sul serio guerra alla Piovra. E che guardano con fiducia al 2005 , sperando di centrare questo obiettivo.



MARCELLO CURZIO

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