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QUELLA MARCIA PIENA DI SIGNIFICATI
Giuglianese in piazza contro rifiuti e degrado

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GIUGLIANO. Il 18 febbraio 2005 sarà, con ogni probabilità, una data storica per il territorio giuglianese (Qualiano, Villaricca, Giugliano). Il Coordinamento Uniti per l’Ambiente è diventato l’emblema di una svolta storica. Come qualcuno ha già osservato, è la prima volta che il popolo giuglianese “scende in piazza”. Da quando esiste la comunità del giuglianese non era mai accaduto niente del genere e mai la popolazione locale si era così mobilitata verso un problema sociale. Si potrebbe dire che solo oggi nel giuglianese comincia a formarsi una coscienza civile. Non sappiamo quante persone scenderanno in piazza venerdì e se sarà una delusione o un grande successo, ma sappiamo che qualcosa di storico è già avvenuto. Tre comuni con una popolazione di 150.000 abitanti e più di 40 associazioni si sono coalizzati per difendere l’ambiente, per proteggere la terra che abitano, l’aria che respirano, il paesaggio, la costa, gli alberi, i corsi d’acqua. È sorprendente come una popolazione da sempre “marginale” scopre di avere una coscienza civile, di poter essere cittadina di un mondo nuovo, diverso, un mondo dove condurre uno stile di vita sempre più sostenibile. Il fatto veramente sorprendente di tutta la storia è che in questo modo anche i giuglianesi stanno scoprendo i meccanismi di auto-organizzazione bottom-up. Sono quei meccanismi, a lungo studiati soprattutto, e non solo, dai biologi matematici, che stanno alla base dei sistemi emergenti e che funzionano acquisendo dal basso la loro intelligenza. Un carattere fondamentale del comportamento emergente è l’assoluta mancanza di un pacemaker ovvero di una leva di comando. Il comportamento emergente si forma spontaneamente, non c’è nessuno che possiede la chiave del comando, è un fenomeno collettivo ad azione decentrata. In questo senso mi piace dire che il territorio giuglianese sta “emergendo” [Emergence], sta formando una coscienza civile.

Il 16 febbraio 2005, se tutto va bene, la Provincia di Napoli, e i sei Comuni del PIT Giuglianese (Qualiano, Villaricca, Giugliano, Marano, Calvizzano e Mugnano) firmeranno l’accordo di programma con la Regione Campania che darà il via ufficiale e definitivo al Programma Integrato. Anche questa, probabilmente, sarà una data storica. Per la prima volta i comuni dell’area giuglianese avranno portato a termine un processo di programmazione negoziata con progetti propri e risorse comunitarie e nazionali consistenti. Il PIT, purtroppo, non tiene conto della questione ambientale, ma ciò non toglie che rappresenti una svolta epocale di un territorio che ancora una volta, resistendo alle tante divisioni, si coalizza per raggiungere un obiettivo comune, per difendere il proprio diritto ad esistere e a svilupparsi come spetta ad ogni popolazione civile di questo mondo. Non bisogna credere che il PIT sia stata una passeggiata o che i comuni, insieme alla Provincia e alla Regione, siano colpevoli di un ritardo abissale, poiché gli sforzi compiuti sono stati enormi e la disponibilità reciproca elevata. Si poteva e si potrebbe fare di più. Certamente, e a maggior ragione proprio ora che il territorio scopre di avere una coscienza civile, nel giuglianese vi è un enorme potenziale di risorse, soprattutto umane, da sfruttare meglio. Per questo, più che le assenze o le colpevolezze, mi spaventano le speculazioni e le strumentalizzazioni che rischiano di bloccare il processo di emersione. Più che gli “assenti” bisognerebbe combattere i “presenti” che fanno speculazione.

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