Erri De Luca fa ancora notizia. Non per il processo e l’assoluzione nella vicenda Tav nè per le manifestazioni d’affetto in piazza e in rete (#iostoconerri) ma per un post pro-Israele, che tanti fan di sinistra – il suo zoccolo duro – non hanno gradito. «Trovo scritto da qualche parte – annota lo scrittore su Facebook – che la Palestina sta sotto occupazione da 70 anni. Perché solo 70? Era occupata prima dagli Inglesi , prima ancora dalla Giordania, prima ancora dall’Impero Ottomano. La Palestina e’ sempre stata una regione occupata. Mettere a fuoco solo i recenti decenni – afferma De Luca – manifesta una volontà di omissione. Si è sionisti perché si ammette l’evidenza storica dello Stato di Israele? Chi si augura la sua cancellazione è partigiano di uno sterminio su scala di massa. In quella regione occorrono due Stati ben divisi, non zero Stati e al loro posto il deserto».
Aggiunge: «A qualcuno piace che ragazzini palestinesi vadano a farsi uccidere per accoltellare vecchietti ebrei? Evidentemente si. Non appartengo alla categoria. Non riconosco volontà di riscatto nell’agguato da marciapiede di un minorenne, solo uno spreco di quella vita presa e buttata alle ortiche».
Il «primato» della questione palestinese
Infine, il duro passaggio sulla questione palestinese, sempre in cima alle attenzioni del popolo di sinistra. Un «primato» che, secondo lo scrittore, in questo momento «serve a distogliere l’attenzione». Ecco cosa ha evidenziato nel post: «Oggi nel Mediterraneo la situazione di quei territori non è l’argomento principale all’ordine del giorno. Oggi il Mediterraneo è scosso dagli sviluppi in Siria, con le emigrazioni di milioni di profughi,in Libia con la presenza dello Stato Islamico, in Turchia con le recenti elezioni a effetto dittatoriale e immediata ripresa della guerra civile con i Curdi. Il primato che qualcuno vuole assegnare alla questione palestinese serve a distogliere l’attenzione dalle urgenze che più determinano il futuro prossimo».
De Luca è stato contestato durante una manifestazione da un attivista. Emiliano è il suo nome ed è di Giugliano. Emiliano ha chiesto ad Erri di esprimersi sulla questione palestinese: “Sono andato in piazza perché non sto con Erri che da sempre tace sul genocidio sionista del popolo palestinese. Sono andato e ho consegnato agli E Zezi una bandiera della Palestina, che è stata esposta durante l’esibizione del gruppo nel corso della manifestazione Napoli con Erri. Non potevo restare in silenzio. Quello che ho visto in Palestina non può essere taciuto, anche a Napoli”, ha dichiarato Emiliano che è stato già due volte in Palestina con organizzazioni umanitarie.


