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Scandalo Sanident a Napoli, il centro odontoiatrico chiude e lascia 150 pazienti senza denti

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Non si placa l’indignazione per il caso della clinica Sanident di via Benedetto Brin. Una vicenda che, giorno dopo giorno, svela contorni sempre più inquietanti, trasformandosi da un’improvvisa chiusura aziendale a un vero e proprio dramma sociale e sanitario che coinvolge centinaia di famiglie napoletane.

Scandalo Sanident a Napoli, il centro odontoiatrico chiude e lascia 150 pazienti senza denti

​Tutto ha avuto inizio lo scorso marzo, quando circa 150 pazienti sono stati allontanati con la falsa promessa di “lavori di manutenzione”. Lo scorso 22 aprile, l’amara scoperta: cancelli sbarrati per morosità e operai intenti a rimuovere le insegne per cancellare le tracce di una gestione che fa capo a una società milanese, già segnalata per casi analoghi in altre città d’Italia. Molti pazienti si ritrovano oggi con interventi chirurgici a metà, infezioni in corso e il peso di finanziamenti per decine di migliaia di euro ancora attivi per prestazioni mai completate.

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​Nella giornata di ieri, il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli si è recato personalmente davanti ai locali di via Brin per raccogliere le testimonianze strazianti dei truffati. Momenti di altissima tensione hanno segnato l’incontro, culminati con il malore di uno dei presenti che ha richiesto l’intervento del 118.

Borrelli ha documentato situazioni cliniche agghiaccianti: giovani di 20 anni ridotti a vivere nel chiuso delle proprie stanze per la vergogna di aver perso i denti, e pazienti anziani lasciati con ferite aperte e cisti non curate.

L’evento di protesta domani 1° maggio

Per domani, venerdì 1° maggio alle ore 9:00, è stato indetto un nuovo presidio di protesta davanti alla sede della clinica in via Benedetto Brin 61. I pazienti e le loro famiglie torneranno in strada per esigere risposte e giustizia.

​Il deputato Borrelli attacca duramente la proprietà: ​“Siamo davanti a dei macellai sociali che hanno lucrato sulla salute e sulla dignità della gente. Quello che ho visto ieri è un crimine contro l’umanità di questa città: persone mutilate in bocca e svuotate nel portafoglio. È un sistema predatorio orchestrato da chi pensa di venire a Napoli, incassare i soldi delle finanziarie e poi scappare nel cuore della notte cancellando l’insegna. ​Non permetteremo che questa vicenda finisca nel dimenticatoio. Domani saremo di nuovo qui, il Primo Maggio, perché non c’è festa quando il diritto alla salute viene calpestato in questo modo barbaro. Stiamo già lavorando con Consumerismo No Profit per bloccare ogni singolo centesimo dei finanziamenti: le banche non possono essere complici di questa truffa. Questi soggetti devono rispondere davanti alla magistratura non solo del danno economico, ma di ogni singola cicatrice e di ogni giorno di vergogna inflitto a questi cittadini. Li inseguiremo ovunque, fino a Milano se necessario. La ricreazione è finita”.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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