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E’ MORTA CONCETTA, STAR DEL MOBILE
Un malore nella notte a Santa Maria, oggi i funerali

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CASERTA. Se n’è andato un mito. Non un personaggio ma il personaggio. Sempre sorridente ma triste dentro. Ieri si è spenta Concetta Di Palma in arte Concetta Mobili. Un improvviso malore, infatti, ha strappato all’esistenza terrena una donna che ha dedicato tutta la sua vita al lavoro ottenendo, di contro, molte delusioni e mortificazioni. Il suo nome, infatti, è stato spesso collegato alle malefatte di familiari interessati da provvedimenti giudiziari (uno dei figli, Raffaele Antonio detto Tonino, è attualmente in cella e ha ottenuto un permesso straordinario per potre partecipare alla veglia funebre e ai funerali; un altro rampollo della famiglia Giannetti-Di Palma è stato assolto dall’accusa di concorso in omicidio dopo aver scontato alcuni mesi di detenzione). E non sono i soli episodi che da sempre facevano dannare Concetta. Mai niente, però, era riuscito a scalfire la sua dura corazza, nascosta sotto i capelli cotonati, i vestiti coperti di lustrini e pailletes, gli occhiali da gran sera anche di mattina. Un’imprenditrice che si era fatta da sola e che, grazie alla solarità, alla schiettezza e alla spontaneità, era riuscita a diventare un personaggio seguito e amato non solo nella sua Santa Maria Capua Vetere né soltanto in provincia di Caserta, in Campania o sull’intero territorio nazionale, ma in tutto il mondo. Basti pensare che può vantare una sezione sul web (purtroppo per Concetta, tristemente condivisa con Vanna Marchi) interamente dedicata ai personaggi italiani più famosi secondo un sito internet giapponese (www.iolove.net/stelle/stelle_top.html). Questa era Concetta Mobili. Non solo quel personaggio ”trash” come in tanti l’hanno sempre dipinta ma una figura che era riuscita a lanciare un innovativo stile comunicativo e commerciale che ha fatto proseliti ovunque. L’immagine che automaticamente viene ricollegata a lei non può non essere quella del famigerato vigile luminoso: un’insegna, esposta all’esterno del grande magazzino «Discount del mobile» di via Nazionale Appia, che per tutti rappresentava l’approdo in un paradiso delle cucine e delle camere da letto accessibili a tutte le tasche e che col tempo è diventata anche una vetrina per i suoi siparietti e per le esibizione di neomelodici emergenti. E proprio da qui nasce il genio. La fenomenologia e l’analisi sociologica di Concetta Mobili potrebbero assicurare una serie di nozioni che nulla avrebbero da invidiare a un Marshall Mc Luhan in quanto a contributi per il mondo della comunicazione: «Cara sposa, ti do la macchina scappottabile, il viaggio in Brasile e poi ti faccio cantare l’Ave Maria da Mario Merola». In una sola frase l’essenza del nuovo modo di vendere mobili e nello stesso tempo fare spettacolo che aveva portato Concetta Mobili a calcare palcoscenici importanti come quello del Maurizio Costanzo Show (con le mirabolanti spiegazioni sugli armadi in ”arabbla”), delle trasmissioni di Pierino Chiambretti durante una delle quali aveva spiegato a modo suo la totale avversione alla clonazione («Ma perché vulite arruvinà il mondo, che è già rovinato accussì comme stà? Ma c’amma fa con questa cronazione, è tanto bello fare i figli comm’è mò») fino alle apparizioni su «Mai dire tv» di Italiauno e alla partecipazione fissa in un programma di Canale 34 condotto da Lino D’Angiò. Da quel palcoscenico su ogni argomento poteva dispensare i famosi «concetti nobili di Concetta Mobili». Le persone che a Santa Maria Capua Vetere la conosco fin dalla giovane età la ricordano sempre dedita al lavoro e ai sacrifici. Con il padre e i fratelli, infatti, gestiva un banco per la vendita di frutta in piazza Mazzini, la storica piazza sammaritana del mercato dove arrivavano con il carrettino dalla casa di via Roma. Con l’uomo che diventò suo marito, poi, aprì un piccolo negozio di mobili in un locale all’angolo tra via Mazzocchi e via Tari. Da lì il trasferimento al grande negozio sulla Nazionale con il vigile luminoso che, con il passare degli anni, ha assistito alla nascita di un vero e proprio impero.




IVAN MAZZOLETTI – IL MATTINO CASERTA 24 APRILE 2005

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