Che cosa dicono, dietro le complesse formule giuridiche, le quattro schede su cui gli italiani voteranno il 12 e 13 giugno? Vediamo di chiarire i quesiti.
SCHEDA 1. Nella scheda numero uno si chiederà agli elettori se sono favorevoli o meno all’abrogazione di quella parte della legge che vieta di usare per scopi scientifici gli embrioni – in qualsiasi modo vengano prodotti – e in particolare per estrarne cellule staminali. Si tratta di cellule particolarissime che hanno la possibilità di trasformarsi in qualsiasi tipo di tessuto biologico. Secondo molti possono portare alla cura di malattie fino ad oggi incurabili, come il Parkinson, l’Alzheimer e la distrofia muscolare. Secondo i sostenitori della legge la ricerca non vale la distruzione dell’embrione che è necessaria per ottenere queste cellule, che perdipiù non sarebbero così promettenti come si vuol far credere.
SCHEDA 2. Nella scheda numero due viene chiesto se si vuole abrogare quella parte della legge che obbliga i medici a formare un massimo di tre embrioni per ogni ciclo di terapia di fecondazione artificiale e a trasferirli tutti insieme nell’utero della donna. Prima della legge, non c’erano limiti agli embrioni da creare e congelare in attesa di trasferirli ed era inoltre possibile selezionare gli embrioni e trasferire nell’utero solo quelli non portatori di malattie ereditarie molto gravi, come la sindrome di Down. Secondo i sostenitori del sì, la nuova legge, imponendo solo i tre embrioni e vietando di congelarli ed effettuare la diagnosi pre impianto, diminuisce le possibilità di successo e mette a rischio la salute della donna e del nascituro. Inoltre, si impone alla donna di iniziare una gravidanza con un embrione che può essere malato. Per i sostenitori del no invece in questo modo si evita di produrre embrioni in eccesso il cui destino è quello di essere congelati e conservati nell’azoto liquido senza possibilità di nascere.
SCHEDA 3. In questa scheda, ai cittadini viene chiesto di abolire la parte della legge 40 in cui si sostiene che l’embrione ha gli stessi diritti di una persona già nata. Secondo i promotori del referendum questo principio è in contraddizione con la legge sull’aborto e mira a introdurre nella legislazione italiana un principio che avrà come conseguenza anche quella di non poter più abortire. Per i sostenitori del no invece è necessario garantire allo stesso modo sia i diritti dei genitori che quelli del nascituro.
SCHEDA 4.. Nella scheda numero 4 infine si chiede di abolire il divieto alla cosiddetta fecondazione eterologa. Si tratta della fecondazione assistita in cui viene coinvolto un donatore esterno alla coppia. Questa tecnica si utilizza quando uno dei due componenti della coppia è sterile e per prevenire la trasmissione di malattie ereditarie. Per i sostenitori del sì, con questa legge una coppia con uno dei componenti sterile, non può avere un figlio né è possibile evitare di trasmettere malattie ereditarie. Per i sostenitori del no, non devono esistere altri donatori di gameti che non appartengano alla coppia stessa. Il rischio, sostengono, è che facciano ricorso a questa pratica anche le coppie di omosessuali.
ROMEO BASSOLI – IL MATTINO 12 MAGGIO 2005
