PUBBLICITÀ
HomeVariePARETE, RAID PER VENDICARE IL FIGLIO DEL BOSSEra stato picchiato ad una...

PARETE, RAID PER VENDICARE IL FIGLIO DEL BOSS
Era stato picchiato ad una festa. Spari in piazza: un ferito

PUBBLICITÀ


PARETE (CE). Tutto per una ragazza, per un apprezzamento volgare, per un’attenzione non gradita. Tutto come accadde il 19 marzo di sei anni fa, al Mak Pi del liceo scientifico Amaldi, a Santa Maria Capua Vetere, quando ci scappò il morto. Come allora, è successo a una festa di adolescenti, ragazzini di quindici, sedici anni al massimo, riuniti in casa di un professionista di Parete per la torta di compleanno del figlio. Tra gli invitati ci sarebbe stato, proprio come quella sera, anche uno dei rampolli di Francesco Schiavone-Sandokan, capo del clan dei Casalesi. E pare che sia stato lui l’autore delle avance più ardite. Tre o quattro dei presenti l’hanno trascinato giù in strada, e nel piazzale del distributore Q8, proprio di fronte alla farmacia comunale, lo hanno riempito di schiaffi e di pugni, ferendolo alla testa. Era sabato sera, poco prima di mezzanotte, e pareva che fosse finita là. Ieri pomeriggio la rappresaglia. Intorno alle 15 una ventina di uomini, arrivati a bordo di cinque auto e una moto e armati di bastoni e pistole, sono entrati nel bar Penelope, luogo di ritrovo abituale dei ragazzi che l’altra sera avevano alzato le mani. Hanno buttato all’aria tavolini e sedie, il biliardino e i videogiochi. Hanno picchiato chi era al banco per consumare il caffé, hanno messo in fuga gli altri. Quelli che cercavano avevano fatto in tempo a scappare. Li hanno inseguiti per un centinaio di metri sparando all’impazzata. Un proiettile ha colpito all’addome un passante, Carlo Bocchetti, 40 anni, napoletano trapiantato a Parete. È stato operato all’ospedale di Aversa, le sue condizioni sono gravi. I carabinieri hanno impiegato pochissimi minuti per arrivare in piazza ma era già tutto avvenuto. Poche e frammentarie le testimonianze raccolte, nessuna descrizione dei componenti del commando: di loro si sa soltanto che erano sulla quarantina. E nessuna certezza su quanto avvenuto sabato sera: nelle deposizioni ufficiali non compare neppure l’indirizzo della festa di compleanno alla quale hanno partecipato tutti gli adolescenti del paese.

ROSARIA CAPACCHIONE – IL MATTINO naz. 30 MAGGIO 2005




Raid per vendicare figlio del boss


Parete, era stato picchiato a una festa: ieri spari in piazza, ferito passante

PUBBLICITÀ





PARETE. Hanno sfasciato il bar, hanno picchiato alla cieca quanti c’erano, hanno sparato e ferito un ignaro avventore per vendicare il figlio del boss, in un pomeriggio di follia. Dieci colpi di pistola esplosi in stile far west lungo un percorso di qualche centinaio di metri. All’impazzata. Dal bar fino al semaforo di Parete. E uno dei colpi ha centrato all’addome Carlo Bocchetti, 40 anni, originario del napoletano, ma residente da tempo a Parete. Stava nella piazzetta fuori al bar quando è stato colpito. L’ha soccorso un passante, ha perso molto sangue. È stato operato d’urgenza e ora è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale «Moscati» di Aversa. Cinque auto stracolme di uomini del clan dei Casalesi e una moto sono arrivate ieri pomeriggio alle 15,30 in piazza Guido Rossa a Parete, davanti al bar Penelope. Venti persone in totale, giovani e uomini di mezza età. In base alle indagini dei carabinieri di Parete e del Gruppo di Aversa, cercavano il gruppetto di giovani che sabato sera aveva «osato» picchiare un ragazzo – pare che si trattasse di uno dei figli adolescenti di Francesco Schiavone-Sandokan – in una rissa scoppiata tra ragazzi nel corso di una festa privata organizzata dal figlio di un noto professionista di Parete. Il rampollo di camorra sarebbe stato lì insieme a qualche altro amico; avrebbe fatto apprezzamenti eccessivi su una ragazza, forse spingendosi anche oltre. Quindi la reazione di quelli di Parete, che ci sarebbero andati giù pesante, ferendolo alla testa, tanto da rendere necessari dei punti di sutura. Un affronto da punire subito e in grande stile. Così è stata organizzata la rappresaglia, un raid criminale che ha gettato nel panico l’intera città. Dopo le 15, il bar Penelope era pieno di clienti, soprattutto giovanissimi tra i 14 e i 17 anni. Quand’è arrivato il commando si è scatenato l’inferno. Con i bastoni hanno distrutto tutto ciò che capitava a tiro. Chi stava prendendo il caffè è stato gonfiato di botte, chi si stava sfidando a bigliardino si è visto rovesciare addosso l’attrezzo, chi stava giocando ai videogame ha visto andare in frantumi la macchina. E ancora vetrine sfondate e fuggi fuggi generale. Ma non poteva ancora bastava. I veri bersagli del raid (giovanissimi del posto) sembra siano riusciti a scappare e allora sono spuntate le armi. I picchiatori hanno aperto il fuoco con diverse pistole, a voler sbandierare la loro missione.
LORENZO IULIANO – IL MATTINO ed. CASERTA 30 maggio 2005

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ