Il dibattito sul bilancio di previsione poteva rappresentare un momento di discussione importante per il futuro della città. E invece non è stato così
QUALIANO. Un triste epilogo, crepuscolare e malinconico, per questa amministrazione, che approvando il bilancio, o meglio i debiti fuori bilancio, ha sancito la propria morte politica. Quel barlume di speranza, quella piccola fiammella che illuminava la strada alla fine si è spenta. La classe politica qualianese ha deciso così di morire lentamente, come un malato terminale che inesorabilmente affronta il proprio ineluttabile destino. Poteva essere l’ultimo colpo di coda positivo; poteva essere il riscatto di questi dieci anni di mal governo; poteva essere l’ultima mossa della giunta Schiano di lasciare con un segno di discontinuità rispetto al passato; poteva essere l’indicazione di una nuova strada che il sindaco tracciava e mostrava ai suoi pur numerosi discepoli. Ed invece no. Alla fine i giochetti e le poltrone hanno avuto la meglio. Tutto magicamente si è ricomposto ed il bilancio è stato approvato. Non avevamo dubbi. Se ripercorriamo la storia politica di ognuno di questi personaggi che politicamente hanno dettato legge negli ultimo 10 anni non poteva non essere così. Più volte avevamo auspicato una discussione più ampia su problemi urgenti ed importanti; più volte avevamo chiesto a gran voce che questa amministrazione ascoltasse di più la gente, il mondo produttivo e quello delle imprese. Più volte la società civile aveva chiesto un tavolo di discussione per programmare e progettare il futuro della nostra città. Ma niente. Sono stati sordi. L’amministrazione di centro destra ha deciso di non ascoltare niente e nessuno. Il dibattito per migliorare la città da tutti i punti di vista è stato sostituito dalle eterne lotte legate ad incarichi, poltrone ed assessorati. Ed ora che è iniziato l’ultimo giro di giostra c’è un “fuggi fuggi” generale. Ogni partito, ogni consigliere, ogni assessore cerca la visibilità per giocarsi meglio le carte nelle amministrative del prossimo anno. Tutti hanno un programma di rilancio, tutti capiscono di tutto, tutti si sono sempre impegnati per la nostra città e per il benessere della nostra comunità. Nel febbraio scorso Alleanza Nazionale ha iniziato il proprio programma di visibilità “16 punti programmatici fondamentali per il rilancio dell’azione amministrativa” (che paroloni). Due mesi dopo Salvatore Onofaro, vicesindaco ed assessore, si è sganciato ed ha fondato la sua personale lista civica travestita da associazione. Nemmeno quindici giorni dopo l’UDC consegna a Michele Schiano una lettere nella quale sono indicati “argomenti da affrontare subito per il rilancio dell’azione amministrativa”. Nemmeno il tempo di leggere il documento dei neocentristi ed ecco abbattersi sul primo cittadino un’altra tegola : “Rinascita Democratica”, fronda interna di Forza Italia che si contrappone al gruppo pigliatutto di De Luca, Franzese, Toti, Palma e Sarracino i veri pretoriani del sindaco e custodi dell’ortodossia forzista qualianese.
Così è passato un decennio importante caratterizzato da scelte politiche infelici, populistiche e demagogiche e mai nessun atto politico amministrativo concreto è stato fatto affinché qualcosa andasse oltre la semplice gestione burocratica della cosa pubblica, nel mentre gli amministratori degli altri comuni dell’hinterland a nord di Napoli quali Marano, Giugliano e Mugnano, tanto per citare quelli a noi più vicini, programmavano ed integravano i loro destini di civile comunità organizzata, realizzando progetti ed infrastrutture a lunga scadenza e dimostrando al tempo stesso di avere una classe politica matura e propositiva in grado di avere una visione chiara del futuro. Ed infatti sono arrivate le fermate della Metropolitana, i tribunali, i nuovi mercati ittici, le riqualificazioni di grandi aree urbane e la valorizzazione della fascia costiera. Noi a Qualiano invece niente. La nostra classe politica non ha avuto una sola buona idea su cui contare. L’unica cosa di ampio respiro che è riuscita a programmare è stato farci respirare il cattivo odore dell’immondizia, facendo della nostra amata Gaudianum l’epicentro nazionale delle discariche e dei veleni.

