I corsi per diventare veline alla fine si sono rivelati delle fregature. Non solo la Regione Campania ha messo in moto un’operazione culturale vergognosa, ma addirittura si è fatta beffa di ragazze la cui unica colpa è stata l’ingenuità.. Più di due miliardi di vecchie lire spesi da un’istituzione pubblica per insegnare a ballare. L’impegno della società organizzatrice era di assumere a tempo indeterminato le aspiranti veline. Invece la società in questione, la First Tel che nell’ambito di un progetto Aifa ha realizzato il corso per “figuranti dello spettacolo”, si è limitata ad assumere le ragazze a tempo determinato e con contratto di sole dieci ore settimanali.
Era chiaro sin dall’inizio che il corso per aspiranti veline sottaceva un’operazione poco trasparente.Non sono bastate le polemiche nate all’indomani della pubblicazione del bando per far desistere l’allora assessore al Lavoro dal finanziare, attraverso il progetto Aifa, un’iniziativa inutile e gravosa per le casse regionali. Sono dovuti passare due anni per denunciare la truffa che si è perpetrata ai danni dei cittadini.
E’ bastato un semplice accertamento per verificare che tutto l’impianto del corso si stava svolgendo sulla base di una violazione contrattuale. Nessuno ha mai avuto intenzione di inserire stabilmente le novantasette ragazze partecipanti al progetto, essendo state assunte con un contratto part-time e non a tempo indeterminato, come invece previsto. D’altra parte, era impensabile che con la traballante situazione finanziaria della Regione, con un buco per la spesa sanitaria ormai cronico, si potessero inserire stabilmente tutte quelle persone, tra l’altro con una qualifica professionale discutibile. Ormai i soldi versati non si recuperano più ai cittadini campani resta solo la beffa collettiva di aver spesato per due anni un corso che, oggi, non rilascia neanche alcun titolo.
Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, aveva finanziato già il 40% della somma totale (13.500 euro a ragazza). Il finanziamento, revocato il 15 giugno dall’assessorato al Lavoro per mancato rispetto degli accordi, era di circa un milione di euro: di questi 475 mila euro sono ora sotto sequestro preventivo.
L’assessore al lavoro e formazione della Regione Campania, Corrado Gabriele, dopo la revoca dei fondi si è impegnato in un incontro con una delegazione di ragazzi a garantire loro il rimborso dei compensi mai ricevuti. Gabriele ha assicurato che i ragazzi sosterranno anche l’esame finale del corso, in modo da ottenere almeno il conseguimento del titolo. «Era un atto dovuto – ha spiegato l’assessore – per ristabilire un clima di fiducia nei confronti di giovani che hanno creduto al corso progettato da questa società e, soprattutto, sostenuto dal finanziamento della Regione».
Intanto Pietro Vittorelli, amministratore delegato della First tel, annuncia in una lettera che la settima prossima terrà una conferenza stampa «per chiarire i lati oscuri di una vicenda che – ha sostenuto – ci vede vittime e non colpevoli». «Spiegheremo le nostre ragioni e forniremo ampia documentazione a supporto delle stesse – ha affermato Vittorelli – la Regione Campania ha finalmente deciso di assumere una posizione nei confronti della vicenda, dopo un lungo periodo di totale e superficiale disinteressamento».
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