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Giù i prezzi, su il debito: economia in stallo sotto il segno del petrolio

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Un’altra settimana sotto il segno dell’oro nero. Quella appena trascorsa non è stata una settimana cattiva sul fronte congiunturale, ma l’inarrestabile corsa del petrolio l’ha resa nervosa e complicata. I mercati restano sotto pressione mentre i movimenti congiunturali sono sempre più robusti: positivi negli Usa e negativi in Europa e soprattutto in Italia. La settimana è passata registrando un aumento del gas del 3,7% e nuovi timori per possibili black out energetici a causa della forte domanda estiva di elettricità proveniente soprattutto da famiglie e uffici. Dall’Europa, intanto, è arrivata una buona notizia per l’Italia: la Commissione ci ha fatto uno sconto temporale sul piano di rientro del deficit entro il 3% di Maastricht consentendo così al governo di evitare una super manovra finanziaria alla vigilia delle elezioni. Anche dall’Istat sembrano arrivare buone notizie se è vero che a giugno è stato misurato un tasso di inflazione dell’1,8% e quindi in discesa rispetto all’1,9% di maggio. L’Istat ha rilevato aumenti nei settori dell’abitazione, dei trasporti, dell’istruzione e degli alcolici e tabacchi e diminuzioni dei prezzi nei settori delle comunicazioni e dei carburanti. Intanto il dato certo è che il debito pubblico italiano a fine 2005 aumenterà arrivando forse al 109,5% vanificando così dieci anni di cura dimagrante – a meno che qualcuno non decida di compiere 40 miliardi di euro di operazioni straordinarie. La maggior parte delle speranze sono adesso concentrate sulla stagione turistica, ma secondo il Ministero delle Attività Produttive quest’anno avremo una forte diminuzione della spesa soprattutto interna visto che le famiglie italiane, anche per il caro benzina, hanno il portafoglio corto.

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