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PER QUALIANO UN RITORNO AL PASSATO
Crisi al capolinea, vecchi nomi per il nuovo esecutivo

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QUALIANO. “A volte ritornano”. È un cult movie, genere horror tratto da un romanzo di Stephen King, autore di culto di questo modello letterario. Il titolo di questo racconto sembra calzare benissimo per descrivere gli ultimi eventi della politica qualianese. Il fatto è questo. Dopo una crisi amministrativa che è durata qualche anno e che ha paralizzato un po’ tutto, tranne ovviamente le clientele ed i favoritismi agli amici degli amici, si è arrivati al capolinea. Il sindaco con una mossa che ha spiazzato tutti ha tirato fuori dal magico cilindro un assessore nuovo di zecca, lucente, limpido, puro. Signori ecco a voi Elia “il trasparente”, così contraddistinto sia dai numerosi amici che dai pochissimi avversari e detrattori. Come novità non c’è male. Domenico Elia nuovo assessore della giunta balneare del comune di Qualiano è certamente un evento non di poco conto. E’ una scelta politica ed amministrativa chiara, ed indica una direzione precisa. Se veramente l’ex democristiano, sarà il nuovo responsabile della politica ecologica qualianese faremo un salto indietro di quasi 20 anni. Elia, sembra, dovrà sostituire Pasquale Franzese che in verità non ha lavorato male, viste anche le difficili “condizioni ambientali”. Il gruppo di “Rinascita Democratica”, così come narrano le cronache politiche di questi giorni, sembra aver dato il suo gradimento, così come tutte le altre componenti che formano i partiti e quindi la maggioranza, le quali hanno dato il loro benestare al sindaco affinché ufficializzi tale nomina. L’UDC quasi sicuramente proporrà i due nomi uscenti e cioè De Leonardis e Marrazzo, mentre Alleanza Nazionale con lo status amministrativo attuale sembra aver trovato un suo equilibrio interno. Si cambierà ancora qualche casella, ma questo grosso modo questo dovrebbe essere il nuovo assetto amministrativo dello Schiano III (o IV ?). Certo in tanti avevano auspicato e sperato che alla fine il destino politico di questa giunta non si risolvesse con il solito “colpo di teatro”, ma che diversamente dal passato il sindaco indicasse un nome che non rappresentasse il terzo tempo di vecchi retaggi politici che arrivano fino agli anni 70. La speranza era forse in questo ultimo scorso di consiliatura ci sarebbe stato una sorta di riscatto morale, una sorta di riabilitazione per gli errori e le omissioni commesse nel passato, che insomma si cercasse di risollevare il magro bilancio di questi ultimi dieci anni. Ma così non è stato. Questo tuffo nel passato non giova a questa amministrazione né si capiscono le ragioni di tali scelte. Ormai stanno raschiando il fondo del barile. È paradossale ed avvilente che dopo tanto mercanteggiare su nomi, nomine, ruoli e deleghe sia finita proprio così.

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