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MARE E SUOLO: I CITTADINI SI RIAPPROPRIANO DELLE RISORSE PRIMARIE
La commissione europea lancia l’allarme suolo

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Le inizative di Costa dei Sogni hanno contribuito ad elevare l’attenzione dell’opinione pubblica, così come quella delle istituzioni, nei confronti dell’inquinamento marino. L’intenzione del legale dell’associazione, l’avvocato Gaetano Montefusco, di coinvolgere il Parlamento UE e la Commissione Europea è piuttosto pertinente, essendo la tutela ambientale una delle priorità dell’UE.
Ma se in questo caso sono stati i cittadini a sollecitare le istituzioni, non altrettanto è accaduto con il pericolo “suolo”. La commissione europea ha infatti commissionato un’indagine sulla protezione del suolo allo scopo di migliorare la qualità dell’ambiente nelle città. I risultati preliminari non sono del tutto rassicuranti. Secondo i dati raccolti via web, infatti, il 10% circa del suolo dell’UE è interessato da fenomeni di erosione, mentre arrivano fino a 3 milioni ettari gli spazi colpiti da salinazione.
Osservando contemporaneamente questi due fenomeni, non possono che saltare agli occhi alcune differenze, ma anche dei parallelismi. L’approccio diametralmente opposto al problema è evidenziato dal fatto che, mentre Costa dei Sogni è un’iniziativa partita dai cittadini e rivolta soprattutto alle istituzioni, nel secondo caso – quello della tutela del suolo – è avvenuto l’esatto contrario: l’UE pone il problema all’attenzione dei cittadini con un’indagine via web, cercando di coinvolgerli (e talvolta riuscendoci) nella raccolta dei dati e nel processo di analisi degli stessi. In entrambi i casi, tuttavia, il progetto prevede l’attiva partecipazione dei cittadini “comuni”, ed uno dei mezzi favoriti a scopo informativo e di coordinamento è il world wide web.
Sembra, in ultima analisi, che si stiano muovendo i passi verso una forma di democrazia partecipativa che testimonia la maturità di una civiltà e garantisce – si spera – un futuro senza gli scempi ambientali e sociali cui si è assistito in anni non troppo remoti.
Non resta che augurarsi, dunque, che entrambi i progetti possano giungere a risultati proficui, non solo in termini di recupero e tutela ambientale, ma anche nel senso di quella crescita della coscienza e della responsabilità sociale tanto auspicabile alla luce dei più recenti fatti di cronaca.

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