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DISINQUINAMENTO COSTIERO: IL TAR CAMPANIA BLOCCA IL PROJECT FINANCING
Pesante battuta d’arresto dopo i numerosi traguardi raggiunti negli ultimi mesi

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La lotta all’inquinamento marino e costiero in campania riceve un grave colpo. Le energie e le numerose iniziative organizzate dall’associazione Costa dei Sogni – e con questa le innumerevoli altre associazioni che vi hanno aderito, assieme a 26 comuni, e le amministrazioni provinciali di Napoli e Caserta – sembrano infrangersi contro un muro di gomma: quello della burocrazia, delle lotte serrate, la “guerra delle carte”, come direbbe qualcuno.
Il TAR Campania, con la sentenza n.22 del 2005, di cui non è ancora nota la motivazione, ha infatti annullato l’ordinanza, risalente a novembre 2004, e con cui il governatore Antonio Bassolino, in qualità di Commissario di Governo per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque, confermava l’affidamento dei lavori per l’adeguamento e la realizzazione del sistema di collettori del Ps3, gli impianti di depurazione di Acerra, Cuma, Foce Regi Lagni, Marcianise, Napoli Nord, nonché la realizzazione e l’adeguamento degli impianti di trattamento dei fanghi attivi, fonte delle famigerate “puzze” note a tutti quanto siano mai passati nelle vicinanze di un grosso collettore fognario o di un depuratore. Alcune delle ditte escluse, tra cui l’Acea, l’Enel Hydro e la Termomeccanica, avevano infatti presentato ricorso in seguito all’affidamento dei suddetti lavori all’associazione temporanea costituita tra le imprese Termomeccanica, Coop. Costruttori e Giustino Costruzioni.
E’ bloccato così il project financing, che sembrava poter essere la soluzione al dramma di una popolazione – quella campana – che, pur avendo a disposizione uno dei più belli scorci di costa d’Italia, è costretta a fare decine, se non centinaia di Km ogni anno per potersi concedere qualche bagno senza rischi per la salute, in acque limpide ed il cui unico odore è quello della salsedine.
L’ennesima beffa per i cittadini, proprio adesso che le speranze cominciavano a diventare certezze, proprio adesso che il coinvolgimento nella lotta per il disinquinamento costiero aveva associato decine di migliaia di persone, proprio adesso… che sembrava la volta buona.
Il rischio è che l’entusiasmo suscitato dai tanti piccoli traguardi raggiunti nel corso degli ultimi mesi si affievolisca di colpo. L’allarme è stato lanciato dal legale di Costa dei Sogni, l’avvocato Gaetano Montefusco che, in un articolo pubblicato su “Il Denaro” suggerisce anche qualche soluzione: “Ci vorrebbe un atto di coraggio per ridiscutere il progetto e prendere in esame soluzioni alternative, al fine di accelerare il risanamento costiero, soluzioni come quella delle condotte sottomarine”, mentre non nasconde qualche nota di pessimismo: “…purtroppo, per il solo studio di fattibilità delle condotte sotto-marine, per il quale occorrono meno di 100.000 euro si stanno perdendo mesi ed anni, tutto tempo prezioso che gioca contro il rilancio dell’economia di una zona degradata sulla quale si stende sempre più minacciosa l’ombra della criminalità…”.
Si attende, dunque, che il giudice del TAR depositi le motivazioni della sentenza emessa per una più attenta analisi. Frattanto, non resta che continuare a far sentire la propria voce, la voce di chi reclama i propri diritti, contro gli scempi della natura cui troppo a lungo ci si era “abituati”, contro l’indifferenza di molti ancora, contro gli “scherzi” della burocrazia.

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