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Accesso alle chat tra Delmastro e Carroccia, la Camera dice no ai magistrati

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Ieri la Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera nega ai magistrati l’accesso alle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Andrea Caroccia, il ristoratore condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agevolato il clan camorristico dei Senese.

“Frasi inopportune” per il ruolo che Andrea Delmastro ricopriva all’epoca, ma che “nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata”.

Quando a maggio scorso la Procura di Roma che indaga sul caso Bisteccheria d’Italia – il ristorante di cui era socio l’ex sottosegretario alla Giustizia – ha chiesto alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera di poter acquisire tutte le chat tra lui e Mauro Caroccia, la linea del difensore di quest’ultimo è stata chiara.

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Una posizione ribadita anche oggi dall’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Caroccia – indagato per riciclaggio e attualmente in carcere dove sta scontando una pena definitiva a 4 anni nell’ambito di una indagine sul clan Senese – che considera un danno la bocciatura di quella richiesta da parte della giunta. “La scelta non è condivisibile perché danneggia anche il mio assistito” afferma. Per Gallo, “con il diniego si dà adito all’errata convinzione che le chat nascondano un contenuto di natura mafiosa che in realtà è inesistente facendo supporre un’ipotesi di reato che nelle chat non si evince, essendo il contenuto fuori da ogni ipotesi prevista dal capo di imputazione”. E, dunque, l’avvocato ha annunciato che chiederà “alla Procura di Roma di acquisire le chat contenute nel telefono di Caroccia in quanto la mancata acquisizione, costituirebbe una violazione del diritto alla difesa”.

Il sequestro del cellulare di Carroccia

L’iniziativa dei magistrati di piazzale Clodio è scattata dopo il sequestro del cellulare di Caroccia. Gli inquirenti puntavano ad analizzare i messaggi scambiati tra lui e l’allora sottosegretario per ricostruire i rapporti e la genesi della società ‘Le 5 Forchette’, proprietaria del ristorante finito al centro dell’inchiesta.

Nell’atto partito da piazzale Clodio si chiedeva alla Camera di essere autorizzati ad “accedere e prendere cognizione delle comunicazioni, memorizzate sul dispositivo” sequestrato, “destinate all’onorevole Delmastro e provenienti dal medesimo, nonché ad acquisirle agli atti del procedimento”. I pm affermavano, inoltre, che “secondo quanto riferito dallo stesso proprietario del dispositivo, all’interno del cellulare sarebbe presente una chat contenente corrispondenza informatica intercorsa con il deputato”.

Secondo l’impianto accusatorio, Mauro Caroccia avrebbe “trasferito e reinvestito” nella società proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese. Chi indaga, in coordinamento con i pm di Torino, è al lavoro sulla società fondata nel dicembre 2024. Gli investigatori, con il supporto della Guardia di finanza, intendono chiarire i rapporti tra Caroccia e i soci della Srl. Nel corso di un interrogatorio ad aprile lo stesso Caroccia ha dichiarato di aver conosciuto Delmastro nel ristorante che gestiva in precedenza sostenendo che l’ex sottosegretario avrebbe deciso di aiutarlo economicamente.

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