Lo scorso 5 ottobre, la Quinta Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli ha assolto Michele Esposito per non aver commesso il fatto, disponendo la contestuale perdita di efficacia della misura della custodia cautelare in carcere. Assistito dagli avvocati Stella Marino e Emilio Martino, il 42enne era stato accusato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di far parte del clan Gallo–Angelino con il ruolo di acquirente stabile di droga, in quanto ritenuto gestore di una piazza di spaccio autorizzata dall’organizzazione criminale di Caivano.
Come funzionava lo spaccio a Caivano
L’attività delle piazze di spaccio già attive sul territorio veniva autorizzata dietro il pagamento di una tangente periodica: una quota percentuale sui guadagni oppure una somma fissa per la protezione. I singoli capipiazza erano inoltre obbligati ad approvvigionarsi della sostanza stupefacente esclusivamente dal boss Massimo Gallo. L’organizzazione era comandata da quest’ultimo con il compito di rifornire capillarmente i vari punti di spaccio operativi a Caivano, senza mai effettuare la vendita al dettaglio, molti dei quali identificati nel corso delle indagini.
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