La famiglia di Francesco Iannucci ha volutamente atteso l’esito dell’udienza di convalida svoltasi nella giornata odierna prima di rilasciare qualsiasi dichiarazione pubblica, quale che fosse il provvedimento adottato, per il profondo rispetto dovuto all’Autorità Giudiziaria e al delicato momento processuale.
Per la medesima ragione, non verrà riferito alcunché di quanto rappresentato ai magistrati, ai quali, e soltanto ai quali, compete l’accertamento dei fatti, delle responsabilità e della corretta qualificazione giuridica della vicenda, secondo le regole proprie di uno Stato di diritto.
Aggressione agli anziani a Grumo Nevano, il 18enne si scusa: “Non prendete esempio dal mio comportamento”
Di seguito, il comunicato diffuso dall’avvocato Giovanni Giordano, difensore di Francesco Iannucci, il 18enne tra gli autori dell’aggressione agli anziani a Grumo Nevano:
“In questo momento, prima ancora di ogni altra considerazione, vi è un pensiero che accomuna Francesco e la sua famiglia: la persona gravemente ferita. Fin dall’istante in cui ha appreso delle conseguenze dell’accaduto, Francesco è profondamente sconvolto. Definirlo pentito sarebbe riduttivo. Da giorni vive uno stato di profonda prostrazione e ha pregato incessantemente affinché la persona ferita potesse ristabilirsi e superare questo momento così drammatico. Il pensiero di avere provocato conseguenze tanto gravi a un’altra persona lo tormenta continuamente.
Con il cuore colmo di dolore, Francesco chiede scusa alla persona ferita, ai suoi familiari e a tutta la comunità locale e nazionale, rimasta comprensibilmente scioccata dalle immagini dell’accaduto e dalla gravità delle conseguenze riportate dal ferito.
Anche la famiglia di Francesco Iannucci desidera esprimere le proprie più sincere scuse e la propria vicinanza alla persona ferita e ai suoi cari. Quando Francesco ha raccontato quanto era accaduto, i suoi familiari non hanno cercato giustificazioni né attenuanti. Al contrario, vivono questa vicenda con profondo dolore e autentica disperazione. Si tratta di un evento che ha colto tutti di sorpresa, compresi coloro che conoscono Francesco da sempre.
Chi conosce Francesco Iannucci sa che l’episodio oggetto del procedimento non rispecchia il percorso umano e personale che lo ha contraddistinto sino ad oggi. È uno studente del quinto anno di un liceo scientifico del territorio, impegnato nel proprio percorso di studi. Fino a pochi giorni fa era intento a svolgere i compiti estivi, con il progetto di completare gli studi e costruire il proprio futuro. Proviene da una famiglia perbene, perfettamente inserita nel tessuto sociale, che gli ha sempre trasmesso valori di rispetto, impegno e responsabilità.
Nessuno di questi elementi cancella quanto accaduto. Né Francesco né la sua famiglia intendono minimizzare la gravità dei fatti o sottrarsi alle conseguenze che l’ordinamento riterrà di dover applicare. Al contrario, Francesco affronterà il proprio percorso giudiziario con la piena consapevolezza delle proprie responsabilità personali e con il rispetto dovuto alle decisioni della magistratura, cui spetterà stabilire, all’esito del processo, l’esatta ricostruzione dei fatti e la corretta qualificazione giuridica della vicenda.
In queste ore Francesco ha inoltre appreso con sgomento che alcuni giovani, sui social network, avrebbero addirittura indicato il suo gesto come un modello da imitare. Nulla potrebbe procurargli maggiore dolore.
Il messaggio che desidera lanciare è esattamente l’opposto. «Non prendete esempio dalla mia scellerata condotta. Quello che ho fatto ha provocato conseguenze gravissime a un’altra persona e rischia di compromettere profondamente anche il mio futuro. Se vi trovate in una situazione di tensione, anche laddove riteneste di aver subito un torto o una provocazione, non reagite mai con violenza. Rivolgetevi immediatamente alle Forze dell’Ordine oppure allontanatevi. Un solo istante di perdita del controllo può segnare per sempre la vita di tutti coloro che ne vengono coinvolti.»
È questo l’unico messaggio che oggi Francesco sente di poter affidare ai suoi coetanei: il rifiuto della violenza, la fiducia nelle istituzioni e la consapevolezza che nessuna reazione impulsiva vale il rischio di arrecare sofferenze irreparabili agli altri e di compromettere il proprio futuro.
La famiglia rinnova infine, con assoluta sincerità, il proprio abbraccio alla persona ferita e ai suoi familiari, nella speranza che possa ristabilirsi al più presto, assicurando il massimo rispetto per il lavoro della magistratura, chiamata ad accertare i fatti con serenità, equilibrio e imparzialità.
Le responsabilità saranno accertate esclusivamente nelle sedi competenti, nel pieno rispetto delle garanzie previste dal nostro ordinamento. Per tale ragione si auspica che ogni valutazione pubblica sia improntata a equilibrio, senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni, evitando processi mediatici o strumentalizzazioni che non giovano né alla ricerca della verità né alle persone coinvolte”.

