Il ferimento di Bernardo Torino a Corso Marianella potrebbe far riesplodere una nuova guerra a Miano e dintorni. Questo il maggiore timore degli inquirenti dopo l’agguato fallito al 32enne indicato come vicino al gruppo Cifrone-Tipaldi (leggi qui l’articolo). A spingere gli investigatori in questa direzione la passata militanza di Torino, cugino di Luigi nonchè nipote di Salvatore ‘o gassusar, visto che il 32enne prima di militare nei Cifrone avrebbe condiviso una parte di percorso criminale con quelli di ‘Abbasc Miano’. Il gruppo, capeggiato dal triumvirato guidato dai ras Matteo Balzano, Salvatore Scarpellini e Gianluca D’Errico, dopo una prima fase di alleanza con gli stessi Cifrone avrebbe poi rotto con quest’ultimi dando il via ad una spirale di violenza culminata con l’omicidio di Stefano Bocchetti ‘Mniell’, prima il ferimento di Giovanni Borriello (entrambi orbitanti nel gruppo di Balzano) per finire poi all’omicidio di Alessandro Riso (giovane vicino a Luigi e Gaetano Cifrone). Più debole la pista che vorrebbe Torino vittima di un raid per un debito non pagato, indiscrezione filtrata nelle ore immediatamente successive all’agguato. L’uomo ha raccontato di essere rimasto vittima di una rapina. Una versione che, visti i suoi precedenti, non convince gli investigatori troppo esperti di fatti dell’area nord per non capire il ‘messaggio’ lanciato alla vittima.

Dai Balzano ai Cifrone, il profilo di Bernardo Torino

Eppure Torino, nonostante le ultime informative, prima dell’altra sera non vantava precedenti con la criminalità organizzata. Il suo ultimo arresto è per una rapina avvenuta a Pescara nel 2014. Insieme a due complici tentò un raid ai danni di due rappresentanti di preziosi. Le indagini sul suo ferimento sono affidate ai carabinieri. Bernardo Torino è il cugino di Luigi Torino (figlio di Salvatore ‘o gassusar) anch’egli ferito in un agguato avvenuto nel giugno del 2019 (leggi qui l’articolo). L’ uomo, raccontò agli inquirenti di essere rimasto vittima di un tentativo di rapina nella vicina Secondigliano, racconto che non convinse le forze dell’ordine (indagini affidate ai carabinieri di concerto con la polizia). Tante, troppe le incongruenze a cominciare dal ritrovamento fatto dagli agenti tra via Marsala e vicolo Operai (dove Torino ha la residenza). Tra queste una pistola calibro 9, uno scooter abbandonato, un Piaggio Liberty, e quattro bossoli calibro 9×21. Oltre a questi elementi c’era appunto la parentela dell’uomo. Luigi infatti è figlio di Salvatore Torino ‘o gassusar ex boss dei Lo Russo poi ‘migrato’ alla Sanità dove, all’inizio degli anni Duemila, è stato protagonista di una sanguinosa guerra contro i reduci del clan Misso-Pirozzi.

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