“Aiuto, mi stanno ammazzando” le ultime parole del carabiniere Mario

“Aiuto, mi stanno ammazzando” queste sarebbero state le ultime parole pronunciate dal vicebrigadiere Mario Rega Cerciello durante l’aggressione. Oggi alle ore 12 si terranno i funerali nella chiesa Santa Croce di via Santa Maria del Corso a Somma Vesuviana.

Il sindaco di Somma Vesuviana, interpretando la volontà dell’Amministrazione Comunale e dei cittadini, ha proclamato il lutto cittadino per oggi in concomitanza dei funerali del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso nell’adempimento del dovere per manifestare in modo tangibile e solenne il dolore della città di Somma Vesuviana per la grave perdita di uno dei suoi figli più cari. Un eroe dei nostri tempi.

Restano in carcere Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjort, i due cittadini americani accusati  per l’uccisione del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega nella notte tra giovedì e venerdì. Il gip di Roma Chiara Gallo ha convalidato il fermo così come sollecitato dalla Procura. I due sono accusati di concorso in omicidio e tentata estorsione.

“Siamo scioccati. Esprimiamo le più profonde condoglianze alla famiglia del brigadiere Cerciello Rega”. Lo afferma la famiglia di Finnegan Lee Elder in un comunicato pubblicato da Abc. “Non abbiamo informazioni indipendenti sull’accaduto, non siamo stati in grado di avere comunicazioni con nostro figlio. Chiediamo il rispetto della nostra privacy durante questo momento difficile. I nostri pensieri vanno a coloro che sono stati colpiti da questa tragedia”.

Una forte emorragia è stata la causa della morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. È quanto emerge dai primi risultati della autopsia svolta sul suo corpo. L’emorragia è stata causata dalle 11 coltellate inferte da Elder Finnegan Lee, il 19enne americani che ha confessato di essere l’autore dell’aggressione con il coltello. Il giovane, fra l’altro, fa uso di psicofarmaci. Nella stanza di albergo dove alloggiava insieme all’altro fermato gli inquirenti hanno rinvenuto un flacone di Xanax, un potente ansiolitico.

Nella stanza dell’albergo dei due ragazzi sono stati ritrovati un coltello di notevoli dimensioni, sporco di sangue, nascosto dietro a un pannello del soffitto, e i vestiti indossati durante l’aggressione. Uno dei due americani ha ammesso le proprie responsabilità affermando di essere lui l’autore materiale dell’accoltellamento.