Nuovi guai per Angelo Napolitano, frode sull’Iva con le fatture. Oggi nell’ambito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Nola, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola, avente ad oggetto l’intero compendio aziendale di una società di Casalnuovo di Napoli, esercente il commercio di elettrodomestici e di telefoni cellulari.
Il provvedimento in esame trae origine dagli sviluppi delle indagini che, il 17 settembre scorso, portarono all’esecuzione di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, per un importo di 5.740.561 euro, nei confronti della medesima società e del suo legale rappresentante, misura confermata dal Tribunale del Riesame.
Lo yacht di Pasquale Napolitano
Nell’ambito di tale attività fu sequestrato, tra l’altro, uno yacht di 16,5 metri, formalmente intestato a terzi ma nella piena disponibilità dell’indagato. La prosecuzione delle indagini ha permesso di comprovare il perpetuarsi di uno schema di frode adottato nella commercializzazione di cellulari e televisori, anche attraverso la pubblicizzazione dei prodotti su TikTok a prezzi significativamente competitivi.
Le vendite ‘in nero’
In particolare, è emerso che la società in argomento — interessata negli ultimi anni da una esponenziale e anomala crescita del fatturato (da 2,2 milioni di euro nel 2017 a 20,8 milioni di euro nel 2023) — ha continuato a dissimulare le vendite “in nero” effettuate a privati consumatori, emettendo fatture false senza applicazione dell’IVA (in regime di “reverse charge”) nei confronti di società “cartiere”. In tal modo, le vendite al dettaglio per cui si dovrebbe applicare l’aliquota IVA ordinaria sono state mascherate come vendite all’ingrosso, effettuate senza applicazione dell’imposta.
Come vendeva i cellullari
Dalle indagini è emerso, inoltre, che la vendita di cellulari avviene a prezzi significativamente inferiori rispetto a quelli proposti dalla Grande Distribuzione Organizzata e dalle stesse società produttrici solo se il pagamento avviene in contanti.
In questo caso, al cliente viene consegnata una “bolletta” priva di validità fiscale (ancorché molto simile a un normale scontrino), elaborata con un apposito software gestionale, in cui viene indicato il codice IMEI del telefonino venduto. Cosi da giustificare l’uscita dal magazzino della merce, monitorare le vendite al pubblico e assicurare alla clientela l’eventuale sostituzione dei prodotti.
Il protrarsi della condotta anche dopo il sequestro preventivo dello scorso 17 settembre ha indotto il G.I.P. del Tribunale di Noia, su richiesta dell’Ufficio di Procura, a disporre il sequestro impeditivo dell’intera attività aziendale, in quanto ritenuta sistematicamente finalizzata alla realizzazione di profitti illeciti mediante condotte integranti reati tributari.
Va tuttavia precisato che il provvedimento adottato dal Giudice costituisce una misura cautelare reale, contro la quale sono ammessi mezzi di impugnazione, e i cui destinatari sono persone fisiche e giuridiche sottoposte a indagini. Pertanto da considerarsi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
Prezzi bassi grazie alla ‘bolletta’, indagine sulle vendite al Napolitano Store


