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venerdì, Gennaio 21, 2022
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Camorra. Racket al panificio di Scampia, condannati due del clan


Scampia, condanne a due estorsori: chiesero il “pizzo” a un panificio.
Parte civile i titolari e l’associazione FAI antiracket Porta Capuana

L’associazione FAI antiracket Porta Capuana  si è costituita
parte civile nel processo in cui sono imputati quattro presunti
estorsori che nel 2015 in varie modalità avevano tentato di imporre il
“pizzo” ai proprietari di un panificio nel quartiere Scampia, nella
periferia nord di Napoli.

Nel corso dell’udienza è stata sottolineata l’importante attività svolta
dall’associazione FAI antiracket Porta Capuana sul territorio
interessato dai fatti. In particolare si è posta in evidenza la concreta
operatività dell’associazione antiracket che ha sostenuto le vittime di
racket sin dalla fase della denuncia. La costituzione di parte civile
dell’associazione antiracket è stata curata dall’avvocato Roberta 
Rispoli, responsabile dell’ufficio legale della FAI, Federazione delle
Associazioni Italiane antiracket e antiusura.

Due dei presunti estorsori – G.E. e G.B., rispettivamente di 31 e 22
anni – hanno scelto il rito abbreviato e ieri sono stati condannati a
sei anni e 8 mesi di reclusione ciascuno dal GUP del Tribunale di
Napoli, dott.ssa Comella. «Quello di Scampia è un territorio delicato e
particolarmente esposto ai fenomeni estorsivi. Le condanne e la
costituzione di parte civile dell’associazione antiracket sono un
segnale importante per i commercianti che iniziano a ribellarsi ai
soprusi che si verificano in zona. La sentenza è utile anche per far
comprendere che si può uscire dal tunnel del racket grazie agli
strumenti messi a disposizione dallo Stato, alla sua presenza, e al
supporto dell’associazione antiracket verso la denuncia di tali
fenomeni» dichiara Ulderico Carraturo, presidente dell’associazione FAI
antiracket Porta Capuana.

Si è aperto oggi, invece, il dibattimento dinanzi alla III sezione
penale collegiale che riguarda V.D.L. e M.G., rispettivamente di 25 e 44
anni. Nel procedimento sono parte civile, oltre l’associazione FAI
antiracket Porta Capuana, anche i titolari del panificio.

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