HomeCronacaCronaca localeTorna l'incubo West Nile a Napoli, anziano di Marano ricoverato al Cotugno

Torna l’incubo West Nile a Napoli, anziano di Marano ricoverato al Cotugno

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E’ stata effettuata nella serata di ieri, con una rachicentesi (puntura lombare e prelievo di liquor) praticata nel pronto soccorso del CTO (azienda ospedaliera dei Colli) e con una successiva indagine di laboratorio, la prima diagnosi di encefalite da virus West Nile del 2026. Si tratta del primo caso in Campania ed in Italia di infezione con interessamento neurologico. A riportarlo in anteprima, Il Mattino.

Torna l’incubo West Nile a Napoli, anziano di Marano ricoverato al Cotugno

Il paziente è una persona residente a Marano di 76 anni. Dopo la diagnosi è stato trasferito al Cotugno nel reparto di emergenza infettivologiche diretto da Alessandro Perrella. La situazione clinica dal paziente non desta particolari preoccupazioni ma l’allerta è alto. Lo scorso anno la Campania è stata la regione più colpita con 151 casi conclamati e 13 decessi a fronte di 34 casi ad esito infausto in tutte le Regioni.

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Il dipartimento di prevenzione della Asl competente sul luogo di residenza ha avviato le indagini epidemiologiche per verificare l’eventuale soggiorno dell’anziano nella zona di endemia del casertano e dei regi lagni in cui il virus circola in animali selvatici e giunge all’uomo tramite la zanzara comune. La malattia non si trasmette da uomo a uomo.

Dopo mesi di silenzio in Campania, il virus trasmesso dalla zanzara comune Culex, si riaffaccia dunque improvvisamente soprattutto nelle pianure acquitrinose del Casertano dove ha fatto registrare altri 4 casi: uno a Grazzanise, un secondo nella zona di Castelvolturno, un terzo in una donna di 56 anni residente tra Casal di Principe e Formia e un quarto a Casapesenna. Adesso anche a Napoli. Abbastanza per alzare il livello di allerta. Dei 151 casi registrati nel 2025 60erano in provincia di Caserta, 1nella provincia di Avellino, 10a Napoli città, 9a Napoli nord, 42a Napoli sud e 5 nella provincia di Salerno di cui, come detto, 13 mortali concentrati nella zona del casertano.

Come difendersi dal virus

Si ricorda che per prevenire l’infezione rimane fondamentale utilizzare forme di protezione individuale (usando repellenti, indossando abiti idonei come pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe) e strutturale (per esempio usando zanzariere alle finestre, bonificando l’ambiente circostante). A trasmettere il virus è sempre la zanzara comune, la Culex pipiens. Una zanzara ormai di casa da noi, e che col caldo e i cambiamenti climatici ha una stagione sempre più lunga e una densità sempre maggiore.

La buona notizia è che 8 persone su 10 non hanno nemmeno sintomi. In altri può venire una febbre tipo influenzale. I problemi veri arrivano in meno dell’1% dei casi: encefaliti, paralisi, forme neuroinvasiveche possono essere fatali. A pagare il prezzo più alto sono gli anziani e le persone fragili. Da persona a persona non si trasmette. Il ciclo è questo: la zanzara punge un uccello infetto, poi punge noi. Noi però siamo un “vicolo cieco” per il virus, non lo ridiamo indietro.

Oggi non esiste una cura specifica. Si fa terapia di supporto. Per questo SIMIT, la Società Italiana di Malattie Infettive, insiste su 3 cose: sorveglianza, diagnosi precoce e prevenzione ambientale.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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