HomeCronacaIl Comune di Torre Annunziata sciolto per infiltrazioni camorristiche

Il Comune di Torre Annunziata sciolto per infiltrazioni camorristiche

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Ieri il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’interno Matteo Piantedosi, “in considerazione degli accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, ha deliberato lo scioglimento dei consigli comunali di Sarno e di Torre Annunziata, e l’affidamento della gestione dei due comuni ad altrettante commissioni straordinarie per la durata di diciotto mesi”. Questo si legge nel comunicato finale del Consiglio dei ministri.

Le parole del Procuratore Fragliasso

Lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche dei consigli comunali giunge a un mese dalle clamorose dimissioni del sindaco del comune torrese, Corrado Cuccurullo, che guidava una amministrazione di centrosinistra, giunte dopo l’attacco pubblico del procuratore Nunzio Fragliasso sulle “ombre e opacità” nell’amministrazione locale.

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Il procuratore di Torre Annunziata si era espresso, a sorpresa, il 5 maggio in occasione di un evento dal forte valore simbolico, l’inizio della demolizione di palazzo Fienga considerato il fortino della camorra locale. Demolizione che per Fragliasso era “un segnale potente” ma – avvertiva – “ci sono ancora troppe ombre e poche luci, ci sono troppe opacità, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe inammissibili inerzie e finanche illegalità in seno alla stessa amministrazione comunale“.

La replica dell’ex sindaco Cuccurullo

Parole alle quali Cuccurullo aveva risposto con immediate dimissioni: “Le parole del procuratore Fragliasso non colpiscono solo il sindaco, ma l’intera comunità. Parole gravi e profondamente ingiuste”.

Ora però lo scioglimento per infiltrazioni criminali prevede l’insediamento di una commissione straordinaria per almeno 18 mesi, con tempi più lunghi per il ritorno alle urne. Da alcuni mesi era al lavoro, a Torre Annunziata, la commissione di accesso che aveva appunto il compito di verificare la situazione, e il cui responso è stato determinante ai fini della decisione assunta dal Consiglio dei ministri.

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