La sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, non ha autorizzato i festeggiamenti per San Daniele, il 17 ottobre, perché tra gli artisti proposti dagli organizzatori c’è il cantante Mauro Nardi.
Terranova in un post su Facebook senza citare il neomelodico scrive che nell’intervista il «cantante ha dichiarato: ‘Quando andavo a cantare a Palermo andavo su questi terrazzi, feste private lì c’era tutta la Cupola: Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta… tutti lì li trovavi, quando arrivavo io e cantavo.. quelli impazzivano’. E ancora, parlando del suo rapporto con i Casamonica: ‘Io poi li tratto col cuore perché mi pagano, mi coccolano, un rapporto di grande affettuosità, di stima… Non ti dico quando mi chiamano: devi mangiare, devi cantare, Ti pagano prima.. Io ho avuto bracciali, orologi..Loro li guadagnano e loro li spendono e noi siamo gli artisti di queste persone…’ . Non esprimo giudizi sulla persona. Il cantante è libero di definirsi ‘artista di queste persone’, così come io sono libera di non concedere il patrocinio della Città che rappresento».
“Noi non siamo la Sicilia di Inzerillo, Bontade e Buscetta – scrive Terranova – Noi non siamo la Sicilia della Cupola. Noi siamo la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi e di tanti altri uomini e donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia. È questa la Sicilia nella quale mi riconosco. Ed è questa la Sicilia e la Termini che voglio rappresentare. Questa decisione non è contro la festa di San Daniele che potrà essere riproposta con un programma diverso“.
Il presidente dell’Antimafia regionale, Antonello Cracolici, esprime sostegno alla sindaca dicendo che sabato mattina sarà a Termini Imerese per confermarle il suo convinto appoggio. L’anno scorso era stata la Questura a vietare l’esibizione di due neomelodici e tiktoker napoletani sempre in occasione della festa per san Daniele.
La replica del cantante Mauro Nardi
«Canto dall’età di quindici anni, quando iniziai con l’orchestra RAI di Gianni Desideri. Oggi ho settantadue anni e una vita dedicata tutta alla canzone napoletana senza alcuna macchia. Non ho mai avuto problemi con la giustizia né legami con il mondo dell’illegalità, ho cantato con tutti anche per Toni Blair e Maradona . Per questo respingo con fermezza l’accostamento della mia persona e della mia musica a qualsiasi forma di esaltazione della malavita o esempio sbagliato. Oggi viene riproposta una vecchia intervista, risalente a circa dieci anni fa, quando rientravo dall’America. Ritengo che quelle parole vengano strumentalizzate senza restituire il senso di ciò che volevo esprimere: l’amore per la musica napoletana attraversa ogni ambiente e raggiunge persone diversissime. Quando parlavo dei Casamonica, per quanto era a mia conoscenza allora, mi riferivo a una famiglia incontrata solo nella musica attraverso il mio lavoro, come tante altre. Non intendevo esprimere approvazione per condotte criminali. Comprendo che alcune espressioni di quell’intervista oggi possano aver suscitato sconcerto: chiarisco senza ambiguità che condanno la mafia, la camorra e ogni forma di criminalità e violenza mai avvicinabili alla mia arte e amore solo per la musica. Alla sindaca Maria Terranova chiedo di incontrarci e conoscerci, prima che un’intera vita venga giudicata attraverso poche frasi e qualche strumentazione che chiarirò e farò cancellare in sedi legali. Condivido il rispetto per le vittime della mafia e per chi ha sacrificato la propria vita per combatterla. Vorrei trasformare questa polemica in un’occasione di dialogo e in un inno alla legalità. Le dedicherò e le donerò la mia nuova canzone, “Amo”, scritta dall’autore Sergio Pisani: perché è attraverso la musica e il rispetto reciproco che desidero parlare alle persone. I miei avvocati, Angelo e Sergio Pisani, tuteleranno la mia dignità, la mia reputazione e ogni mio diritto nelle sedi competenti. Continueremo a farlo nel rispetto delle istituzioni, affinché prevalgano sempre la verità, la legalità e la giustizia».


