funerali gioele viviana
funerali gioele viviana

Chiuse le indagini sulla tragedia di Caronia. A un anno di distanza, la Procura di Patti (Messina) ha chiesto al gip di archiviare il caso della morte di Viviana Parisi e di suo figlio, Gioele Mondello. Secondo i pm, non fu un caso di omicidio. Viviana avrebbe ucciso il figlio prima di lanciarsi dal traliccio dove poi era stata ritrovata morta dopo qualche giorno.

Per gli inquirenti, Viviana Parisi, 41 anni, prima uccise il figlio, forse strangolandolo, e poi si sarebbe tolta la vita gettandosi dal traliccio sotto il quale fu ritrovata cadavere quasi una settimana dopo la sua scomparsa. La Procura ha ora autorizzato la restituzione dei resti di Viviana e Gioele, che consentirà così alla famiglia di dare loro l’ultimo saluto. Oggi la Procura, come confermato all’Adnkronos da ambienti giudiziari, ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta: il procuratore capo Angelo Vittorio Cavallo ha inviato la richiesta al gip. L’inchiesta aperta per omicidio, sequestro di persona e omissioni di atti di ufficio.

 

Viviana e Gioele, il pm: «Nessun soggetto estraneo è intervenuto negli eventi»

 

«È possibile affermare, con assoluta certezza – afferma il procuratore di Patti in una nota – come nella vicenda in esame non sia configurabile alcuna responsabilità dolosa o colposa, diretta o indiretta, a carico di soggetti terzi. Nessun soggetto estraneo ha avuto un ruolo, neanche marginale, mediato o indiretto, nella causazione degli eventi». Secondo la ricostruzione del magistrato, dopo analisi e accertamenti a 360 gradi, «l’intera vicenda, in realtà, è ascrivibile in modo esclusivo alle circostanze di tempo e di luogo. Inoltre al comportamento ed alle condotte poste in essere da Viviana Parisi. Al suo precario stato di salute, purtroppo non compreso sino in fondo, in primo luogo da parte dei suoi familiari più stretti».

Le indagini hanno dimostrato, secondo la Procura, che la donna, «subito dopo l’incidente in galleria, una volta uscita dall’autovettura e recuperato Gioele, si sia volontariamente allontanata insieme al suo bambino dalla sede autostradale. Nascondendosi tra la fitta vegetazione esistente sul bordo autostrada. Non rispondendo ai richiami delle persone che pure la stavano cercando».

«Tutte le indagini tecniche svolte (indagini cinematiche, medico – legali, genetiche, veterinarie, etc.) – aggiunge il procuratore – hanno permesso di accertare come Viviana, senza ombra di alcun dubbio, si sia volontariamente lanciata dal traliccio dell’alta tensione. Con chiaro ed innegabile intento suicidario».

 

 

I legali della famiglia: «Esamineremo gli atti e decideremo se opporci»

 

«Abbiamo appena ricevuto via Pec la richiesta di archiviazione del’inchiesta sulla morte di Viviana Parisi e il piccolo Gioele. Avanzeremo richiesta di accesso al fascicolo per esaminare tutte le consulenze del pm. Inoltre tutte le valutazioni che hanno portato la Procura ad avanzare richiesta di archiviazione. Dopo di che decidere se fare opposizione». A dirlo, intervistato dall’Adnkronos, è l’avvocato Pietro Venuti, legale della famiglia di Viviana Parisi, la deejay trovata morta nell’agosto 2020 nei boschi di Caronia, con il figlio Gioele.

«Allo stesso tempo avremo la possibilità di analizzare tutte le indagini – dice. Fino a questo momento erano a noi vietate. Inoltre dopo l’analisi valuteremo la possibilità di una eventuale richiesta di opposizione alla richiesta d’archiviazione». «Solo dopo avere esaminato gli atti decideremo – dice – Noi abbiamo sempre respinto la tesi dell’omicidio-suicidio. Di scenari ce ne possono essere tanti».

 

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.