Avrebbe dovuto sostituire Antonio Gemei arrestato dopo un blitz della polizia. Il periodo di ‘formazione’ criminale e tutoraggio però non sarebbe andato a buon fine e così un ragazzo di Secondigliano, avvicinato per vendere droga su strada, non avrebbe superato l’esame a cui lo avrebbero sottoposto Antonio Bruno, il famigerato ‘Tonino 111’ e suo cognato Ciro Caldaropoli, i gestori della piazza di via Monte Faito smantellata dal blitz degli uomini del commissariato di Secondigliano (guidati dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro e coordinati sul campo dall’ispettore capo Luca Boccia). Il giovane, chiamato a sostituire Gemei indicato nell’ordinanza come un soggetto di grande esperienza nella vendita di stupefacenti, avrebbe osservato un periodo di formazione ma sarebbe stato mandato via da Bruno e Caldaropoli perché giudicato imprudente nel contatto con i clienti. Secondo i gestori della piazza l’uomo non aspettava i clienti ma si sarebbe avvicinato troppo a loro esponendo il gruppo ad arresti e sequestri. In una delle intercettazioni gli investigatori riportano questa frase:”Ma che fai? Così ci fai arrestare”. Dopo tale periodo il pusher fu allontanato ma il particolare non era sfuggito agli uomini del commissariato di Secondigliano che hanno smantellato la piazza, presente da oltre trent’anni, facente capo direttamente al ras dei Licciardi Luigi Carella ‘a gallina, anche lui destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
“Ci fai arrestare”, pusher licenziato dopo una settimana nella piazza di ‘Tonino 111’
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