Colpo al clan Iadonisi, al via gli interrogatori per i ras del rione Lauro

Alla sbarra i 3 esponenti del clan Iadonisi, scena muta davanti al giudice
Alla sbarra i 3 esponenti del clan Iadonisi, scena muta davanti al giudice

Sfileranno domani davanti al gip Luana Romano per l’interrogatorio di garanzia Francesco Iadonisi, suo figlio Cosmo e il genero Flavio Di Lorenzo. I tre sono stati raggiunti due giorni fa da ordinanza di custodia cautelare in carcere con accuse di associazione dedita al traffico di stupefacenti. Ad inchiodarli anche le dichiarazioni rilasciate da numerosi collaboratori di giustizia (leggi qui). Spetterà al loro legale, l’avvocato Paolo Gallina, stabilire la linea difensiva e provare a scardinare l’impianto accusatorio. Domani dunque Iadonisi e i suoi proveranno a respingere gli addebiti contestati dalla Procura.

Contro gli Iadonisi una sfilza di pentiti

Sono tanti i collaboratori di giustizia che hanno parlato di ‘sistema di Fuorigrotta’ facendo nomi e cognomi del sodalizio che regge le sorti del rione Lauro, quello degli Iadonisi. Ieri il boss Francesco, suo figlio Cosmo e il genero Flavio Di Lorenzo raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere (leggi qui). Rispondono tutti di associazione finalizzata al narcotraffico e di spaccio. Nel registro degli indagati anche Sami Rabayeh, Antonio Iadonisi (fratello di Francesco), Giuseppe Spatuzzi e Mariano Saccoia. Per loro il gip Romano non ha però emesso alcuna misura cautelare. La notizia era stata anticipata dal quotidiano Il Roma. Grazie ad una fitta rete di intercettazioni gli inquirenti sono riusciti a ricostruire la fitta rete di spaccio organizzata dal gruppo mentre, grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, si è capito un po’ di più quali siano gli assetti nell’area flegrea. Tra i primi a parlare degli Iadonisi l’ex boss di Pianura Pasquale Pesce in un verbale del novembre 2017. Pesce ha parlato in particolare della rottura tra il rione Lauro e Gennaro Cesi:«Con Iadonisi e questa persona parlammo della situazione a Fuorigrotta. Dopo un po’ di tempo c’è stata una rottura tra loro. Genni era appoggiato dalla 99 mentre Iadonisi era appoggiato da Puccinelli e precisamente da Franco detto ‘o nano. Iadonisi era il capo del clan  e mi presentò il suo socio Genni come persona a cui fare riferimento a Fuorigrotta in caso di necessità e  chi dovevano rivolgersi loro a Pianura. A Fuorigrotta non c’erano affari di droga di un certo rilievo come invece a Pianura e al rione Traiano».

Le rivelazioni di Genny Carra sugli Iadonisi

Anche Genny Carra, l’ex ras dei Cutolo della 44, ha rilasciato importanti dichiarazioni sul gruppo del rione Lauro e sulla rottura tra questi e Cesi:«Fino al 2015 a Fuorigrotta c’era solo il clan Iadonisi. Gennaro Cesi era un affiliato, il capo era invece Francesco.
Dal 2015 Cesi ha creato un proprio clan. I due gruppi si dividono ora la zona di Fuorigrotta. Cesi controlla la zona del Serpentone dove si trova il basso di Antonio Volpe. Iadonisi attualmente ha la base nel rione Lauro, dove si riuniscono e dove si trova la piazza di spaccio, mentre controlla anche altre zone di Fuorigrotta. Fuorigrotta è un quartiere dove vi sono lucrose attività illecite. Ad esempio il ricavato delle estorsioni del mercatino è diviso
tra il clan Cesi e il clan Iadonisi. Quando si giocano le partite al San Paolo pagano a titolo di
estorsione sia a Cesi che a Iadonisi i venditori delle bancarelle di sciarpe, i venditori ambulanti con i furgoni per la vendita di panini, i parcheggiatori abusivi, i bagarini. Ciascuno paga 10 euro. Tra gli affiliari al clan Iadonisi riconosco Mino, figlio di Francesco e Flavio Di Lorenzo, il genero di Francesco».

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