A Casamarciano i carabinieri del nucleo informativo del gruppo di Castello di Cisterna insieme ai militari della stazione di Tufino e al personale dell’ufficio del “Miniere, Torbiere e Risorse Geotermiche” della Regione Campania hanno ispezionato una cava calcarea colpita da un’informazione interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Avellino e dalla revoca della autorizzazione unica ambientale (AUA) da parte del comune di Casamarciano.
Continuava ad operare nonostante l’interdittiva, sigilli alla cava nel Nolano
I militari hanno accertato che l’attività dell’estrazione proseguisse. Denunciato il legale rappresentante dell’azienda aggiudicataria della gara per la gestione del sito comunale, l’estrazione e la commercializzazione del marmo.
La cava – di 260mila metri quadrati – è stata sequestrata. Sequestrati anche 10 macchine tra escavatori e camion. Per l’azienda anche la revoca dell’autorizzazione estrattiva.
Le parole del sindaco
«È un capitolo lunghissimo quello che caratterizza la presenza della cava sul nostro territorio. Alla inosservanza dei provvedimenti si aggiunge soprattutto la mancata tutela di un ambiente dal quale si è preso ma non si è mai restituito in termini di rinatiralizzione del sito estrattivo», dice il sindaco di Casamarciano Clemente Primiano. Fin qui le vicende amministrative ed il lungo braccio di ferro con la popolazione e le amministrazioni comunali. Capitoli ai quali si aggiungono poi anche le inchieste giudiziarie.
Determinante, per arrivare alla revoca dell’autorizzazione, è stata l’attività di controllo svolta nel tempo dal Nucleo Informativo del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna e dalla Stazione dei Carabinieri di Tufino.
