Oltre le urla disperate della madre e degli altri parenti di Antonio Avolio c’è il silenzio di una ragazzina che assiste ai rilievi delle forze dell’ordine da dietro un cancello chiuso di un condominio, situato a soli pochi passi dalla strada su cui si trova lo scooter della vittima ammazzata in via Teano. Lì è ben visibile una scia di sangue che colora di rosso l’asfalto bollente. È lo sguardo attonito, e anche un po’ stupito, di un’adolescente consapevole che il rione dove vive, il tristemente famoso San Gaetano a Miano, si è ancora una volta trasformato in luogo di morte. La giovane non è l’unica a cercare un riparo, un confine seppur sottile tra il desiderio di protezione nella quiete domestica e la giungla criminale della strada che sfiora pericolosamente le loro porte di casa. Dai bassi circostanti la piazzetta che vede la statua di San Padre Pio benedire i fedeli (chissà) in molti osano non uscire.

La gente in silenzio in strada

Con lo stesso sguardo fisso nel vuoto, chi abita questi spazi angusti sembra essere riflettere su una triste verità: l’unica reazione alla violenza a suon di piombo a Miano e nel rione San Gaetano può essere solo una rassegnata consapevolezza che su quel territorio, dove la camorra spara, uccide e si fa padrona dei giorni di migliaia di residenti, nulla cambierà per il meglio almeno nel breve periodo. Ci sono poi gli immancabili curiosi a pochi passi dal nastro delimitante srotolato dai carabinieri per circoscrivere la zona e alcuni adolescenti che commentano con glaciale distacco. Per loro un omicidio, un’aggressione o uno litigio feroce in strada sembra possano essere derubricate a inevitabile deviazione dell’accidentato percorso quotidiano, l’unico conosciuto sin d’ora, che non lascia presagire nulla di buono per il loro futuro. «Dovevano scaricare il camion con la merce, ora è stato possibile» afferma sottovoce e con un sorriso dissacrante un commerciante del posto dove ogni parola di lamentela e non votata al silenzio-assenso del giogo criminale e delinquenziale può essere motivo di sospetto.

Le urla della madre di Avolio

A straziare più di tutti sono però le grida dei familiari di Antonio Avolio che gridano a squarciagola il suo nome. La mamma dice: «Cosa ha fatto di male, gli ho dato io da mangiare anche se avevamo poco». Le lacrime di dolore inondano ancora una volta il quartiere, ma si confondono ancora troppo spessp con il rosso del sangue che scorre a fiotti nell’indifferenza predominante già dal giorno dopo.

L’articolo precedente: il profilo di Antonio Avolio

Era ritenuto vicino al gruppo che fu di Oscar Pecorelli, storico ‘colonnello’ del clan Lo Russo, Antonio Avolio, il 30enne ucciso questa mattina in via Teano, nel cuore del rione San Gaetano (leggi qui l’articolo). Un omicidio che fa ripiombare Miano e l’area nord nella paura di una nuova guerra di camorra. Secondo la prima ricostruzione Avolio era in sella ad un motociclo Honda SH. È stato raggiunto da due colpi d’arma da fuoco, uno di questi alla zona cervicale. Nel 2016 fu arrestato per estorsione e nel 2020 è stato scarcerato dal penitenziario di Tolmezzo, in provincia di Udine. Indagini a cura dei carabinieri della Compagnia Stella e del Nucleo Investigativo di Napoli. Avolio in questo periodo potrebbe essersi avvicinato al gruppo che è ritenuto egemone nella parte alta di Miano, quello dei Cifrone-Tipaldi. Gruppo che, stando sempre alle ultime informative, sarebbe in arretramento rispetto a giovani leve del quartiere pronte a subentrare alle vecchie consorterie criminali.

L’articolo di lancio: omicidio al Rione San Gaetano

Ennesimo omicidio a Napoli. Un uomo sarebbe stato ucciso poco fa a Miano, nel rione San Gaetano. La vittima è Antonio Avolio, in passato ritenuto vicino ai Lo Russo. Avolio è stato raggiunto dai sicari in via Teano all’incrocio con via Comunale Piscinola. L’uomo, 30 anni di Piscinola, fu coinvolto in un tentativo di estorsione qualche anno fa ai danni di un imprenditore del suo quartiere. In quell’occasione fu arrestato dai carabinieri della compagnia Vomero.

Secondo omicidio in due mesi a Miano

Si tratta del secondo omicidio in meno di due mesi. Lo scorso aprile a finire sotto i colpi dei killer Salvatore Milano (leggi qui l’articolo), freddato in un caffetteria in via Vittorio Veneto, parte alta di Miano. E’ stato ammazzato dai killer mentre era in una caffetteria (bar Rosetta). Negli ultimi tempi era stato visto in compagnia con alcuni esponenti del clan Cifrone, eredi dei Lo Russo nell’area a Nord di Napoli.

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