HomeCronacaEpurazione interna al clan Contini, i ras dell’Alleanza rischiano l’ergastolo

Epurazione interna al clan Contini, i ras dell’Alleanza rischiano l’ergastolo

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Un’epurazione interna ai Contini suggellata con un omicidio eccellente, quello di Giuseppe Scuotto, ras del Vasto. Una vicenda approdata alle battute finali. Il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia ha infatti invocato il massimo della pena per Renato Cirelli ‘Gerry’, ras del clan Licciardi, e per Antonio Muscerino ‘o biondo, indicati come esecutori materiali dell’omicidio.

Come ricostruito dagli inquirenti nelle oltre 150 pagine di ordinanza di custodia cautelare l’omicidio Scuotto fu decretato nell’ambito di un’epurazione interna al clan, decisione presa per il timore che la vittima (che aveva già manifestato una sorta di autonomia dalle decisioni del gruppo) potesse pentirsi.

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Le parole del pentito Giuliano

Circostanza quest’ultima confermata anche da Luigi Giuliano, l’ex re di Forcella, che con le sue dichiarazioni ha permesso agli inquirenti di scavare a fondo nella vicenda, episodio in cui sono tirati in ballo anche i vertici dell’Alleanza di Secondigliano.  In un verbale del febbraio 2003 Giuliano riferì: «Conoscevo Peppe Scuotto, so che si voleva pentire. Quando lo portarono in ospedale per un ricovero fu portato lì dai carabinieri perché aveva manifestato la volontà di pentirsi. Quindi mandai subito l’imbasciata a Maria Licciardi e la stessa si recò presso l’ospedale Monaldi fuori al quale bloccò la moglie di Scuotto dicendole:’Riferisci a tuo marito di non pentirsi’, raccomandandosi che egli non combinasse questo guaio con le solite minacce e le solite promesse di denaro. La donna, allora, andò dal marito, che dopo aver conferito con lei, disse ai carabinieri: ’Riportatemi in carcere perchè non voglio più collaborare’. I carabinieri non riuscirono a spiegarsi questo cambiamento».

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