Non si è tirato indietro e anzi ha risposto ad ogni domanda del gip durante l’interrogatorio di garanzia relativo all’inchiesta sui presunti sversamento in mare da impianti di depurazione. Vittorio Porcini, stimato sostituto commissario di Ponticelli ha risposto per circa due ore alle domande postegli ribadendo la sua contrarietà alle contestazioni mossegli contro e in particolare sui suoi rapporti con l’imprenditore Salvatore Abbate, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan De Micco. Porcini, assistito dall’avvocato Giovanni Abet, ha rispedito al mittente le accuse della Procura che lo accusa di aver ottenuto favori in cambio di atti contrari ai doveri d’ufficio, tra cui la rivelazione di segreti d’ufficio. Il poliziotto resta ai domiciliari, per quanto riguarda la restante parte dell’interrogatorio vige il massimo riserbo anche se adesso la palla passerà al tribunale del Riesame. Abbate, difeso dagli avvocati Vincenzo Maiello e Leopoldo Perone, invece si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I rapporti tra Abbate e Porcini: le accuse della Procura

Al centro dell’inchiesta, per la Procura, i rapporti di Abbate con Porcini. L’imprenditore, secondo l’accusa, aveva a sua disposizione proprio i rappresentanti delle forze dell’ordine che, in cambio di denaro, lo tutelavano informandolo sulle indagini. Al centro dell’inchiesta figurano una serie di intercettazioni che per la Procura rappresenterebbero la ‘prova’ dell’illiceità del comportamento del funzionario di polizia. In un’intercettazione viene registrato un dialogo tra Porcini, Abbate e Salvatore Telesco, genero dello stesso Abbate. Secondo l’accusa Porcini in quella circostanza si sarebbe interessato al recupero di un milione di euro dato dai due imprenditori ad Antonio Di Dato e Vittorio Esposito per l’acquisto di una quantità di combustibile di contrabbando.

 

Nell’ordinanza si chiarisce che «Porcini spiegava ai suoi interlocutori che se lui doveva intervenire in qualità di poliziotto sarebbe stato ovviamente costretto a redigere apposta relazione con la conseguente comunicazione all’Autorità Giudiziaria, che avrebbe scaturito, con ogni probabilità, una serie di controlli sia sulla provenienza del milione di euro, oggetto del contendere, sia sulle attività imprenditoriali di Abbate e del genero, Telesco Salvatore, per cui preferiva operare non ufficialmente. Per tale motivo voleva tenere un profilo basso. …il problema che io non posso uscire allo scoperto che ti conosco. Se intervengo io si scrive fino in fondo, hai capito?». Accuse che il legale di Porcini intende smontare appieno dimostrando l’estraneità del suo assistito ai fatti.

I messaggi di solidarietà per Porcini

Da l’altro ieri intanto sono numerosi gli attestati di stima per Porcini che ha firmato alcune delle più importanti operazioni di polizia contro la criminalità organizzata a Ponticelli. «Un uomo e un poliziotto da ammirare, Vittorio siamo con te», questo uno dei tanti messaggi postati in favore del sostituto commissario chiamato ora alla prova più difficile della sua lunga carriera.

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