HomeCronacaFatture false e autoriciclaggio, sequestro da 4 milioni tra Napoli e Roma

Fatture false e autoriciclaggio, sequestro da 4 milioni tra Napoli e Roma

PUBBLICITÀ

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione ad una vasta operazione di polizia economico-finanziaria su tutto il territorio nazionale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri. In particolare, i finanzieri della Compagnia di Nettuno, supportati dalle unità cinofile cash dog del Gruppo di Fiumicino, dal personale dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) nonché dagli altri Reparti del Corpo competenti nelle diverse località interessate del Lazio, della Lombardia, della Campania, dell’Emilia Romagna e della Calabria, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare reale e sequestro preventivo e diversi decreti di perquisizione locale e personale, nei confronti di 48, tra persone fisiche e società.

Il valore dei beni sottoposti a sequestro ammonta a oltre 4,5 milioni di euro e comprende quote societarie nonché proprietà mobiliari e immobiliari. In corso di quantificazione le disponibilità finanziarie sui conti correnti. Agli indagati, l’Autorità Giudiziaria veliterna ha contestato i reati di associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio, nonché l’indebita percezione di erogazioni pubbliche.

PUBBLICITÀ

Il servizio “chiavi in mano”

L’attività investigativa, avviata nel 2023, ha ricostruito uno strutturato meccanismo di frode fiscale, gestito da un’associazione per delinquere radicata tra le province di Roma e Latina che, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti emesse da società cartiere formalmente operanti nei settori dell’edilizia, della telefonia e del commercio, nelle citate province e in quelle di Cosenza, Milano e Napoli, offriva un servizio “chiavi in mano” che permetteva ai propri clienti non solo di evadere le imposte ma altresì di beneficiare di crediti fiscali inesistenti.

Nello specifico, dopo l’emissione delle false fatture a favore delle società e delle ditte individuali “clienti” dell’associazione, i sodali si occupavano anche, dopo una serie di passaggi di denaro “a cascata” effettuati da compiacenti prestanome, effettuati da compiacenti prestanome, di procedere alla retrocessione del denaro contante equivalente al risparmio fiscale (profitto del reato), al netto di una commissione trattenuta per l’illecito servizio di smobilizzo.

Il meccanismo fraudolento

Sono risultate complessivamente coinvolte nel meccanismo fraudolento 64 società e ditte individuali, che hanno complessivamente emesso fatture false per oltre 24 milioni di euro, così determinando un’evasione d’imposta di oltre 4 milioni di euro. Inoltre sono stati generati crediti fiscali inesistenti, legati principalmente ad agevolazioni per le imprese e investimenti nel Mezzogiorno, per quasi 23 milioni di euro, di cui circa 1,5 milioni di euro già utilizzati in compensazione attraverso il canale telematico dei modelli F24, abbattendo così i debiti previdenziali e fiscali reali.

L’analisi dei sottostanti flussi finanziari ha, inoltre, fatto emergere complesse attività di riciclaggio – attraverso l’interposizione di prestanome – e di auto-riciclaggio, connesso al diretto reimpiego dei proventi illeciti nell’economia legale. Tale meccanismo ha permesso ai principali indagati di acquistare beni mobili e immobili per oltre 3,7 milioni di euro, tra cui un appartamento, una prestigiosa villa con piscina, un immobile industriale, auto di grossa cilindrata, motoveicoli d’epoca e una imbarcazione da diporto.

Soldi in contanti nascosti nel tavolo da biliardo

Le investigazioni hanno infine permesso di contestare ad alcuni indagati ed ai loro familiari l’indebita percezione di contributi N.A.S.p.I. per complessivi oltre 80.000 euro, erogati dall’INPS a seguito di fittizi rapporti di lavoro intercorsi con le medesime società cartiere.

Proprio nel corso di una delle perquisizioni, l’impiego di sonde videoscopiche ha consentito ai militari di rinvenire, occultati all’interno di un tavolo da biliardo, 100.000 euro in contanti, unitamente a svariati preziosi e decine di orologi di pregio, il cui valore di mercato supera i 300.000 euro. Sono state infine sequestrate 84 cartucce calibro 6,35: per il proprietario è scattata anche la denuncia per detenzione illegale di munizioni.

Sequestrate auto, moto e macchinari industriali: 3 milioni di euro 

Le ulteriori attività svolte, estese capillarmente sul territorio nazionale, hanno consentito inoltre di sequestrare ulteriori 9 immobili, tra i comuni di Roma, Cisterna di Latina, Ariccia, Zagarolo, Fonte Nuova e Riofreddo, oltre a 32 tra auto e moto e 5 macchinari industriali, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

L’operazione in rassegna si inserisce nel quadro delle prioritarie linee di azione della Guardia di Finanza volte al contrasto della criminalità economico-finanziaria e organizzata, con l’obiettivo strategico di intercettare e reprimere ogni forma di alterazione del mercato e di salvaguardare il tessuto produttivo sano, i cittadini e le imprese oneste.

In tale ottica, l’aggressione patrimoniale e il sistematico ricorso alle misure cautelari reali assumono una profonda rilevanza sociale, poiché consentono di sottrarre i profitti illecitamente accumulati e di restituire alla collettività le ingenti risorse sottratte all’Erario.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ