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Frode sui fondi per ricostruzione post sisma a Ischia, sequestro per 356mila euro

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Un finanziamento pubblico di 618mila euro, concesso per la ricostruzione di un immobile danneggiato dal terremoto del 2017 a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, è finito al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro preventivo di oltre 356mila euro.

Si tratta del primo sequestro di contributi pubblici destinati alla ricostruzione post sisma sull’isola, un precedente che potrebbe ora accendere i riflettori sulle procedure di assegnazione e sui controlli relativi ai finanziamenti concessi per riparare gli edifici danneggiati dal terremoto. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, riguarda la proprietaria dell’immobile ed un tecnico, indagati per indebita percezione di erogazioni pubbliche e falsità ideologica.

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La presunta frode è stata scoperta grazie ad un’articolata attività investigativa condotta dai finanzieri della compagnia di Ischia coordinati dal capitano Giovanni Maria De Giorgio i quali hanno ricostruito le modalità con cui sarebbe stato ottenuto il contributo pubblico. Secondo quanto emerso dalle indagini, il finanziamento era stato accordato dalla struttura commissariale per la ricostruzione post sisma per interventi di riparazione di un complesso immobiliare storico, utilizzato sia come abitazione privata che per attività ricettiva, parzialmente danneggiato dalla scossa del 21 agosto 2017.

Dei 618mila euro riconosciuti, 347.592 erano già stati erogati. Gli accertamenti hanno però fatto emergere presunte irregolarità nella documentazione tecnica presentata per ottenere il contributo. Subito dopo il terremoto era stato disposto lo sgombero dell’intero edificio, successivamente revocato in parte nel 2018 sulla base di una perizia che aveva certificato l’abitabilità di sette delle dieci unità immobiliari presenti nel fabbricato. Nel 2020, al momento della richiesta dei fondi per la ricostruzione, il professionista avrebbe invece redatto una nuova perizia attestando danni estesi all’intero edificio, giustificando così l’inserimento nella domanda di finanziamento di tutta la superficie immobiliare e il conseguente incremento del contributo pubblico.

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