Il questore di Torino, Massimo Gambino, ha disposto delle prescrizioni per il funerale di Domenico Belfiore. Il boss della ‘ndrangheta è morto il 20 febbraio a 73 anni all’ospedale di Chivasso. Vietato anche il corteo funebre: la sepoltura, al cimitero di Chivasso, è disposta in forma privata e in mattinata. Belfiore era stato condannato in via definitiva come mandante dell’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia, ucciso da un commando il 26 giugno del 1983. Non si era mai pentito e il funerale in chiesa aveva suscitato polemiche, tra le quali quella di Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera.
“Pregare per un defunto è un atto di carità che non si nega a nessuno perché la misericordia di Dio è più grande dei nostri peccati. Ma celebrare una messa solenne per un mafioso non pentito non è solo preghiera. È mettere un uomo di sangue sullo stesso altare dove celebriamo i santi. È questo che vogliamo trasmettere alle nostre comunità?”, ha dichiarato don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, intervistato da La Stampa riguardo al funerale in chiesa per Domenico Belfiore.

