A soli dieci giorni dall’inaugurazione del Caseificio Sociale di Casapesenna, realizzato all’interno di un bene confiscato alla camorra e gestito dalla Società Cooperativa Sociale Raggio di Sole, la struttura è stata presa di mira da un furto.
Nella notte appena trascorsa, ignoti hanno divelto la saracinesca d’ingresso, danneggiato le porte automatiche e asportato la cassa automatica, causando ingenti danni sia economici che strutturali.
Furto al Caseificio Sociale di Casapesenna, ladri portano via la cassa automatica
A denunciare l’accaduto è la stessa cooperativa attraverso una nota stampa che si apre con parole di forte denuncia: “A soli dieci giorni dall’inaugurazione del Caseificio Sociale di Casapesenna, realizzato all’interno di un bene confiscato alla camorra e gestito dalla Società Cooperativa Sociale Raggio di Sole, siamo costretti a denunciare un grave episodio che colpisce non solo la nostra cooperativa, ma l’intera comunità.”
Un episodio che colpisce un luogo simbolo di riscatto sociale, nato per restituire alla collettività un bene sottratto alla criminalità organizzata e trasformarlo in un presidio di legalità, inclusione e opportunità.
La cooperativa, tuttavia, ribadisce con fermezza la volontà di proseguire nel proprio percorso: “A chi pensa di poter intimidire o scoraggiare il nostro impegno rispondiamo con la determinazione di sempre: non arretreremo di un solo millimetro. Siamo pienamente consapevoli del valore del lavoro che stiamo portando avanti e dell’importanza del luogo in cui lo stiamo facendo.” Il Caseificio Sociale continuerà, dunque, a rappresentare un punto di riferimento per il territorio, fondato sui valori della legalità, del lavoro e dell’inclusione.
La nota si conclude con un messaggio di fiducia nei confronti degli investigatori: “Confidiamo nel lavoro attento e certosino delle Forze dell’Ordine e degli inquirenti, ai quali va la nostra piena fiducia, con l’auspicio che venga fatta al più presto piena luce su quanto accaduto e che i responsabili siano assicurati alla giustizia. Il nostro impegno non cambia. Anzi, si rafforza. Perché ogni atto vile contro un bene confiscato alla camorra è un attacco ai valori della legalità, ma è anche la dimostrazione che il percorso intrapreso è quello giusto.”

