HomeCronacaClan Sequino ultima fermata, trenta tra boss e affiliati a processo

Clan Sequino ultima fermata, trenta tra boss e affiliati a processo

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Mala della Sanità, la Procura non perde tempo e invia a processo trenta tra ras e affiliati del clan Sequino-Savarese. Il gruppo di via Santa Maria Antesaecula era stato duramente colpito da un maxi blitz avvenuto nel marzo scorso che aveva portato all’emissione di trenta misure cautelari: adesso l’intero organigramma del clan andrà a processo.

Il blitz consentì agli inquirenti anche di far luce sulla morte di Emanuele Durante, ucciso dai reggenti dei Sequino che si erano ormai convinti che il ventenne, poi ucciso in auto il 15 marzo 2025 in via Santa Teresa degli Scalzi, avesse teso un tranello a Emanuele Tufano, ammazzato dal fuoco amico, l’ottobre precedente, durante un’incursione armata nella zona di piazza Mercato, feudo della paranza rivale riconducibile al clan Mazzarella.

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A processo dunque Ciro Esposito ‘o macall, Gennaro De Marino, Luis Amodio, il boss dei Miracoli Ciro Mauro, il suo luogotenente Biagio D’Alterio, Alexander Bablyan già a processo per l’omicidio Durante, Salvatore La Salvia, Vincenzo Pirozzi, il reggente dei Savarese di via Cristallini Salvatore Savarese ‘o Mellone, Vincenzo Leonardo, Carmine De Cham, Salvatore Frattini e altri. Le indagini culminate nel maxi blitz del marzo scorso svelarono anche il ritorno in auge del cartello Pirozzi-Savarese, molto attivo soprattutto sul settore del racket. Nel mirino, nel 2021, finì un pizzaiolo coraggio, all’epoca titolare di un locale a due passi da Forcella, che ha però denunciato le terribili violenze subite: «Qua comando io, ti tiro gli occhi da fuori… dimenticati il muratore, altrimenti la storia non finisce qui», fu l’avvertimento ricevuto quando il restyling del suo locale di Forcella subì un improvviso stop.

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