Gigi D’Alessio denuncia: “Vittima di pregiudizi razzisti solo perché napoletano”

Melito di Napoli: Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Photo by Steve J. Morgan, 1 October 2003.

l 18 ottobre esce il nuovo album di Gigi D’AlessioNoi due. Il cantautore napoletano lo definisce un disco della rinascita. Contiene featuring e duetti speciali importanti, e una versione speciale di Non Dirgli Mai con la London Symphony Orchestra per i 20 anni del brano. Questa mattina Soundsblog ha partecipato alla conferenza stampa di lancio: ecco tutte le sue dichiarazioni.

E’ come vivere il mio primo giorno di vita. Sono nato di nuovo ed è nato il disco insieme a me. È un album, secondo me, ricco. Come diceva Pino Daniele: ogni scarrafone è bell’a mamma soja. In questo album ci sono 12 tracce: 11 inedite e una, Non dirgli mai, riarrangiata. E’ un album ricco di collaborazioni, come quella con Fiorella Mannoia, e poi Giusy Ferreri, Luché, Guè Pequeno, Emis Killa“.

Il duetto con Fiorella Mannoia. “E’ stata una sorta di sfida. Lessi su un quotidiano una sua intervista, dove disse: “Ho sempre cantato le canzoni dei grandi cantautori, ma canterei anche una canzone da Gigi D’Alessio. L’ho presa come sfida. Ho scritto questa canzone in macchina, in un Roma-Milano per The Voice. Quando gliel’ho fatta sentire, lei si è commossa: “Se ti piace non solo la devi cantare, ma la devi cantare con me”. Lei mi ha detto: “Se mi aiuti con il napoletano la faccio”. Ma non ha avuto bisogno di aiuti“.

I duetti. “La canzone con Luché è nata durante una cena. Quella con Guè durante The Voice. Emis Killa? L’ho chiamato per cantare una canzone su Milano. Per noi terroni, quando veniamo a Milano, fa tutto strano. Vediamo gente in giacca e cravatta in bicicletta, non succede mai a Napoli. Vedere un Bosco Verticale per noi è una novità. Dicono che sia nato per incentivare la biodiversità, ma costa comunque 15mila euro al mese (ride, ndr). Ho voluto descrivere la Milano che conosco io“.

La sfida è stata far entrare loro nel mio mondo. Sono loro che sono entrati nel mondo della canzone. Li stimo anzitutto. Luché ha dei testi che sono molto molto intelligenti (…) Ho fatto prima a fare un duetto con Liza Minelli o con i più grandi artisti al mondo, ma ho dovuto combattere contro il pregiudizio anche nell’ambiente. Per questo è il mio primo disco. Ora mi apro al mondo. Sto vivendo una nuova era, ma ci sono voluti 30-40 anni per togliermi questo marchio di dosso. Sono contento di acer superato questo pregiudizio. Senza gli articoli belli su di me sono durato 20 anni. Spero di non dover cambiare lavoro adesso con gli articoli belli“.

C’è un duetto anche con me stesso, in Domani Vedrai, da italiano a napoletano“.

Perché non c’è un duetto con Anna Tatangelo? “Altrimenti ce la cantiamo e suoniamo tra di noi. Altrimenti diventiamo come Al Bano e Romina, senza nulla togliere. Noi non siamo nati come una coppia: c’è stato L’Ultimo Bacio, un successo acclamato, basta. Ognuno ha fatto la sua carriera. Quando ti vedono sempre insieme, poi ti vedono come una coppia. Quando vogliamo cantare una cosa insieme, la cantiamo. Ma non vogliamo essere una coppia artistica. È giusto che sia“.

Sapeste quanti no ho ricevuto, dal più piccolo al più grande. Non per questo disco. Ho venduto 26 milioni di dischi e solo ora sono riuscito ad avere delle collaborazioni. Sono passati 27 anni, mica un giorno. Qua si accoppiano dopo tre secondi, ci sono featuring dappertutto. Io ci ho impiegato 27 anni, eppure se metto le mani sul pianoforte so quali sono le note. Sono passati 27 anni sono tanti (…) La musica è un incontro. Non salviamo vite umane: non muore nessuno se sbagliamo una canzone. Semmai aiutiamo qualcuno. Spesso con i duetti si fanno con la calcolatrice“.

La copertina. “Ci sono io e la mia ombra. Noi due appunto. Noi napoletani nasciamo prima napoletani e poi italiani. Sono le mie origini e le mie radici. Vent’anni fa, quando ho portato Non Dirgli Mai a Sanremo, presentai il brano con una sola frase in napoletano. Mi dissero che ero pazzo e che avrei dovuto cambiare quel verso. La cambiai, ma in diretta lo cantai in napoletano. Dopo vent’anni addirittura mi chiedono: “Perché non canti più in napoletano?”. Sono contento che questa lingua sia stata sdoganata anche nella musica pop“.

La nuova versione di Non Dirgli Mai. “E’ come Albachiara per Vasco o Questo piccolo grande amore per Baglioni. È la canzone che ha avuto più fortuna. Non Dirli Mai è trattata nei Convervatori da tanti insegnanti come un trattato di armonia. C’è un’insegnante che fa superare gli esami di armonia con questo brano. Da musicista sono onorato“.

Il tema fondamentale è l’amore. Non solo verso una donna. Mentre La Vita Se Ne Va credo sia un testo di livello, scusate la presunzione. Potevo solo scriverlo in lingua napoletana per essere ancora più profondo. Con questa canzone credo di smuovere le coscienze di chi ha nonni e genitori. Stiamo le ore a giocare con il telefonino, ma non abbiamo tempo per regalare un abbraccio alle persone anziane. Io non ho più genitori o nonni purtroppo. Ricordate che loro non ci saranno un giorno mentre il telefonino ci sarà ancora sul nostro comodino“.

Siamo fortunati perché facciamo questo lavoro. Chi lavora è chi va in fabbrica. Chi si è laureato ed è costretto a fare il cameriere. Noi siamo fortunati perché siamo pagati per divertirci. Poi, certo, lo facciamo dopo anni di studi e conservatorio, non ci siamo svegliati una mattina e abbiamo deciso di fare questo lavoro“.

I pregiudizi. “Credo di aver subito una serie di pregiudizi negli anni. Perché ero napoletano. Perché non ci sta niente da fare: se nasci in qualsiasi città d’Italia, da Roma a salire, sei un cantautore di quella città. Se nasci a Napoli sei un neomelodico. È quasi un razzismo culturale. Esiste il mondo neomelodico, ma non possiamo fare di tutta un’erba un fascio. Se poi analizziamo quella parola è bella: significa nuova melodia. Allora anche Eros Ramazzotti è neomelodico? Io mi sento fortunato di essere nato a Napoli, non uno sfigato“.

Il pregiudizio c’è stato, dal momento in cui sono partito da Napoli per arrivare a Sanremo. Ho fatto difficoltà già all’epoca per trovare qualcuno che dirigesse l’orchestra (…) Ho costretto la stampa a scrivere da me. Il successo popolare è come se desse fastidio. Ma Mogol, uno che le canzoni l’ha scritte, ha sempre detto che la musica arriva dal popolo“.

Quello che ho subito è stata la mia forza, perché non mi ha fatto mai mollare. “Perché questi parlano senza aver ascoltato il mio disco? Senza avere cosa c’è in un mio brano?”, mi chiedevo. Ognuno ha il suo gusto: a me non piacciono pasta e ceci, ma non posso dire che fanno schifo. La musica perché è bella perché è varia (…) Oggi non è più un problema cantare in napoletano oggi. Luché e Liberato hanno dato più forza a quello che ho fatto io vent’anni fa. Oggi vengono apprezzati e vengono passati in radio“.

Quest’album racconta l’amore maturo? “Quando scrivo un testo, io divento il protagonista, anche se quella storia non l’ho vissuta. L’amore può regalare il mondo, ma se ti lascia sembra tutto nero e tutto scuro. Quando un amore finisce, ti rimangono le ferite. Io scrivo sempre quello che vivo o quello che sto capendo in quel momento“.

Il tour con Nino D’Angelo. “Ci sono richieste da tutto il mondo: se la gente ti vuole, perché non andare?“. “Salzano è stato invaso da chiamate, dagli Stati Uniti al Canada. Lui ci ha detto: “Perché non continuiamo la tournée? Faremo tre date: torniamo a Napoli, poi Milano e Roma. Stiamo costruiamo il calendario“.

Noi due, nuovo album di canzoni inedite di Gigi D’Alessio, esce il 18 ottobre 2019: contiene i duetti con Fiorella Mannoia che canta in napoletano ne L’ammore – nuovo singolo dopo Domani vedrai -, Giusy FerreriEmis KillaLuchè e Guè Pequeno, oltre a una versione speciale di Non dirgli mai con la London Symphony Orchestra per i 20 anni della canzone, “la mia Albachiara“. Il 52enne ha 3 nuove date con Nino D’Angelo del concerto “Figli di un re minore”: a Napoli il 26 dicembre, a Milano il 20 gennaio e a Roma il 24. Al via l’Instore Tour. E a Malta con Radio Italia…

DUETTI. “Nel disco non c’è Anna Tatangelo perché se no ce la cantiamo e suoniamo sempre tra di noi: non vogliamo essere una coppia musicale, siamo due artisti solisti. Molti di questi duetti sono nati a cena“, svela Gigi D’Alessio, “Ho fatto entrare 3 rapper che stimo nel mio mondo, era un esame che volevo fare anch’io, sono esperimenti. Per me sarebbe un onore collaborare con Tommaso Paradiso, ci siamo visti tante volte; vorrei scrivere anche con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro“.
– Giusy Ferreri. Il featuring con la regina dell’airplay è romantico e sensuale nella sognante Non solo parole.
– Fiorella Mannoia. Si cimenta con il napoletano in L’ammore, straordinario duetto sulla potenza dell’amore che “primme te mette a luna miez’e mmane e poi te leva a luce dint’o core”, in uscita come nuovo singolo insieme all’album venerdì 18 ottobre 2019
– Emis Killa. Il brano La Milano da bere, a cavallo fra trap e ritmi latini, racconta speranze e movida all’ombra della Madonnina: “Descrive Milano dal mio punto di vista di napoletano, citando anche il Bosco Verticale. Milano è l’unica città europea: è innegabile, è diventata la città al centro di tutto, neanche Roma è così; è una città che si è saputa gestire, è l’America di una volta, è un game dove nascono incontri e collaborazioni“.
– Luchè. La collaborazione con il rapper campano in Come me è sorprendente: “Abbiamo scritto il pezzo a quattro mani“.
– Guè Pequeno. Già compagno di viaggio di Gigi D’Alessio nel talent show The Voice of Italy, il rapper e il cantautore hanno eseguito questo brano dal sound reggae giamaicano dal vivo a RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO a Malta.

 

“Oggi vi presento “Noi Due”, il mio nuovo album, in uscita venerdì 18 ottobre.
È un disco vario, sorprendente, in cui troverete tutte le mie “anime” musicali e diversi duetti e featuring che sicuramente non vi aspettate.
La tracklist si apre con i suoni mediterranei e le vibrazioni elettroniche di “Domani vedrai”, seguita dal primo duetto: “Non solo parole” con la mitica Giusy Ferreri. Il pianoforte è il protagonista di “Una bellissima storia”, mentre in “L’Ammore” duetto con una straordinaria Fiorella Mannoia che si cimenta cantando in napoletano in un brano sulla potenza dell’amore, che “primme te mette a luna miez’e mmane e poi te leva a luce dint’o core”. In “Puorteme cu tte” la melodia si contamina con l’elettronica e gli effetti dell’auto-tune, mentre in “La Milano da bere”, una canzone a cavallo tra trap e ritmi latini, c’è il featuring di Emis Killa. L’album continua con una ballata, “Cosa vorresti davvero”, e con “Mentre a vita se ne va”, in cui racconto del periodo più fragile della vita. A seguire un altro duetto, “Come me” insieme a Luche, “Amanti noi” un tango che canta luci e ombre di un amore inquieto, e “Quanto amore si dà” insieme al mio amico Guè Pequeno.
Chiude il disco “Non dirgli mai (20 anni dopo)” in una mia interpretazione insieme alla London Symphony Orchestra per celebrare i 20 anni dall’uscita del brano.
Ancora pochi giorni e potrete ascoltare tutto!

E non è finita qui! Visto il grandissimo entusiasmo con cui avete accolto gli spettacoli #FigliDiUnReMinore insieme a Nino D’Angelo, abbiamo deciso di aggiungere una data a Napoli il 26 dicembre, e di portare lo spettacolo anche a Milano il 20 gennaio e Roma il 24 gennaio! I biglietti acquistati in precedenza per i miei concerti rimangono validi per il nuovo spettacolo, mentre per la data di Napoli i biglietti saranno disponibili in anteprima per Contano&Cantano dalle 16 di oggi, e su Ticketone dalle 16 di domani, martedì 15 ottobre”.