HomeCronacaI pentiti svelano gli omicidi della 'ndrangheta, 41 arresti nel blitz

I pentiti svelano gli omicidi della ‘ndrangheta, 41 arresti nel blitz

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Mercoledì i Carabinieri del II Reparto Investigativo del Raggruppamento Operativo Speciale di Roma, del Comando Provinciale di Cosenza e del Reparto Territoriale di Corigliano-Rossano, con il supporto, in fase esecutiva, dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, nonché dei Comandi Provinciali di Catanzaro, Crotone e Modena, hanno dato esecuzione all’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro su richiesta di questa Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 41 indagati (24 destinatari di custodia in carcere e 17 agli arresti domiciliari).

Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto di armi da fuoco, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tutti aggravati da metodo e/o finalità mafiose, nonché patto elettorale politico mafioso.

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Le dichiarazioni dei pentiti

L’operazione costituisce l’esito di una complessa e prolungata attività investigativa, avviata nel 2021 a seguito dell’acquisizione delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che ha consentito di fare piena luce e di delineare, sul piano della gravità indiziaria, l’operatività di una complessa associazione di tipo ‘ndranghetistico, operante nella sibaritide e, in particolare, nei comuni di Corigliano Rossano e in C.da Lattughelle di Cassano allo Ionio, articolata in diversi gruppi funzionalmente autonomi e capace di mantenere il controllo del vasto territorio.

L’organizzazione, pur godendo di una più o meno ampia sfera di autonomia operativa, agiva sempre e comunque sotto il governo del Locale di Cirò, dalla preventiva legittimazione alla successiva rendicontazione delle attività delittuose. Le indagini si sono sviluppate attraverso:  serrate attività di osservazione, controllo e pedinamento (O.C.P.) degli affiliati;
attività tecniche, tra cui intercettazioni telefoniche, ambientali e l’installazione di dispositivi di localizzazione satellitare GPS sui veicoli utilizzati dai sodali; telecamere di videosorveglianza posizionate presso i punti strategici di incontro degli associati.

Le cosche della ndrangheta

Le attività investigative hanno consentito di acquisire a carico degli indagati un quadro di elementi gravemente indiziari circa la loro stabile partecipazione, anche in periodi differenti e secondo una specifica ripartizione dei ruoli correlata al grado rivestito nell’organizzazione criminale, alla associazione ‘ndranghetistica operante in Corigliano Rossano, articolata nella “cosca ACRI” e “cosca di Corigliano”, attive nel medesimo Comune e in quelli limitrofi.

Associazione di ndrangheta avente rapporti e cointeressenze con elementi di rilievo della ‘ndrangheta crotonese, nonché con esponenti apicali della locale di Cirò, come suffragato nel corso delle indagini dall’individuazione e acquisizione di un manoscritto riportante parte della contabilità bacinella della cosca cirotana, nella quale risultava coinvolto anche il gruppo criminale rossanese.

I reati della ndrangheta

Nel medesimo contesto investigativo, a carico degli indagati, sono stati altresì acquisiti gravi indizi in ordine alla commissione di una serie di reati perpetrati per il conseguimento delle finalità dell’associazione mafiosa, tra i quali:

– plurimi delitti estorsione, rapina, furto, intestazioni fittizie di beni commessi al fine di garantirsi il controllo del territorio e delle risorse economiche dell’area di rispettiva competenza,

– l’omicidio di Giorgio Salvatore Cimino, attinto da più colpi d’arma da fuoco il 24 maggio 2001, mentre si trovava all’interno dell’esercizio commerciale denominato “Roxy bar”, sito in via Nazionale di Corigliano Calabro, che decedeva il successivo 13 giugno 2001, a seguito delle ferite riportate;

– l’omicidio di Carmine Morello, scomparso in data 9 agosto 2023 e ritrovato cadavere a causa dell’esplosione all’indirizzo del cranio di tre colpi di pistola calibro 9×21 mm, in C.da Strange del Comune di Corigliano Rossano, zona rurale tra i promontori dell’area urbana rossanese.

Lo strano incidente

Gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza a carico degli esecutori materiali dell’omicidio, di cui uno deceduto a seguito di incidente stradale. Trattasi, invero, di un delitto di sangue maturato nell’ambito di dinamiche prettamente mafiose, dettate da interessi mafiosi e, soprattutto, nell’ambito della consorteria della ‘ndrangheta della quale lo stesso Morello faceva parte, prima che ne venisse decretata la morte.

Detenzione illecita di armi da fuoco, impiegate per commettere atti intimidatori con l’aggravante del metodo mafioso, nonché gli omicidi di Giorgio Salvatore CIMINO, Carmine MORELLO e Pasquale AQUINO, come pure il tentato omicidio di Cosimo MARCHESE, tutti rientranti nel programma criminoso dell’associazione, anche mediante attività di agevolazione e predisposizione dei mezzi attuativi.

Gli affari sull’immigrazione clandestina

Associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sul territorio nazionale di centinaia di cittadini stranieri, dietro corrispettivo in denaro nell’ordine di migliaia di euro sfruttando a tal fine il c.d. decreto flussi, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa, consentendo alla stessa di incamerare i proventi illeciti dell’attività.

L’organizzazione contava sulla consapevole e attiva connivenza di un gruppo di imprenditori resisi disponibili a presentare domande di assunzioni per lavoratori stagionali nei giorni cosiddetti del click day, ovvero giorni dedicati all’inoltro delle istanze su apposite piattaforme telematiche senza la reale volontà di impiegarli come manodopera, ma esclusivamente al fine di far ottenere loro, dietro versamento di denaro, il nulla-osta necessario per fare ingresso in Italia o per permanere sul territorio nazionale. Questo illecito e sofisticato commercio di visti generava profitti illeciti che fungeva da vero e proprio serbatoio per la cosca,

Gli accordi politici e la latitanza coperta

Accertato scambio elettorale politico mafioso tra esponenti del gruppo criminale attivo su Rossano e amministratori in carica presso il Comune di Corigliano-Rossano, in occasione delle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024;

Scoperto il favoreggiamento della latitanza di un soggetto condannato con sentenza definitiva per reati inerenti sostanze stupefacenti e colpito da misura cautelare, catturato il 22 agosto 2021.

La fase esecutiva scattata ha visto l’impiego coordinato di centinaia di militari e ha condotto: all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Catanzaro; a perquisizioni locali e personali nei confronti di diversi indagati. Misure adottate e provvedimenti eseguiti

Tutti i soggetti indagati e destinatari della misura cautelare devono considerarsi presunti innocenti fino a quando la loro colpevolezza non sia stata formalmente e definitivamente accertata con sentenza di condanna passata in giudicato.

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