Oltre trenta anni di carcere non ne hanno mai piegato la fibra. Nessun pentimento né tentennamento ma la capacità di reggere il suo clan anche da dietro le sbarre. Massimiliano Esposito ‘o scognat, indicato come il capo dell’omonimo gruppo di Bagnoli, è da qualche mese al regime di carcere duro. Qualche mese fa fu trasferito dal carcere di Secondigliano a quello di Cuneo dove le sue condizioni di salute sono via via peggiorate.
La malattia del boss Esposito
Il boss è malato da tempo e il suo avvocato, la penalista Tiziana Areniello, che cura questo aspetto del suo assistito (gli altri legali che lo seguono sono gli avvocati Rocco Maria Spina e Saverio Senese) ha da tempo ingaggiato una battaglia per evidenziare le gravi condizioni di salute di Esposito. “La sorella è andato a trovarlo in carcere e lo ha trovato dimagrito, molto sofferente e con pressione bassa. Operato nel 2022 di adenocarcinoma polmonare metastatizzato alla costola all’ ospedale Monaldi ove era in cura con chemio sperimentale, l’Esposito si recava a ogni mese accompagnato dalla scorta del carcere di Secondigliano. A marzo è stato trasferito in regime di 41 bis a Cuneo ed è stato allontanato dall’ospedale Monaldi che lo aveva in cura e conosceva la sua patologia. Allarmante è inoltre l’ ultima tac da dove si evince che presenta una macchia al surrene che testimonia l’ avanzare inesorabile della malattia”.
L’appello dell’avvocato
Il legale ha sollecitato il reparto di Oncologia dell’ospedale di Cuneo per verificare la condizione clinica di Esposito.
“Siamo preoccupati e chiederemo l’entrata anche di un medico di parte al fine di avanzare richieste di sostituzione della misura al gip”. Il boss di via Di Niso era stato condannato lo scorso ottobre a 4 anni per una vicenda estorsiva che riguardava degli ormeggi a Coroglio: il boss flegreo, dopo un breve periodo di latitanza, era stato raggiunto così in carcere dove gli era stata notificata la nuova ordinanza di custodia cautelare

