La morsa soffocante dei debiti e le minacce continue degli strozzini hanno rischiato di trasformarsi in tragedia a Napoli. Un imprenditore di 38 anni, titolare di una società di autonoleggio, ha tentato di togliersi la vita ingerendo candeggina nel quartiere di Scampia. L’uomo è stato salvato grazie al tempestivo intervento degli agenti del commissariato locale e dell’Ufficio Prevenzione Generale, che lo hanno soccorso appena in tempo.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti attraverso le prime testimonianze della vittima, l’imprenditore viveva da anni in un vero e proprio inferno. Sarebbe stato vittima di una grave e prolungata condizione di usura: gli strozzini gli avrebbero imposto pagamenti mensili insostenibili, arrivando a pretendere fino a 16.000 euro al mese. Una cifra spropositata che, nel tempo, ha prosciugato le risorse dell’attività e spinto il 38enne verso un gesto estremo, dettato dalla disperazione.
L’episodio risale al 21 gennaio 2026. Attualmente l’uomo è ricoverato in condizioni critiche all’ospedale Cardarelli di Napoli. Il suo gesto, scongiurato solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine, riporta drammaticamente al centro dell’attenzione il fenomeno dell’usura, una piaga tutt’altro che superata.
«Questo episodio dimostra, ancora una volta, che l’usura non è un reato del passato e non è un fenomeno residuale – dichiara SOS IMPRESA – Rete per la Legalità –. Al di là dei dati statistici ufficiali, l’usura è oggi un fenomeno criminale diffuso ovunque, capace di distruggere persone, famiglie e imprese, fino a spingerle a scelte disperate».
Dalla ricostruzione giornalistica emerge un quadro di estrema gravità, con una presunta richiesta usuraria protratta nel tempo e un contesto criminale già noto alle autorità. Il percorso giudiziario risulta avviato e si auspica che possa essere pienamente sviluppato non appena le condizioni di salute della vittima lo consentiranno.
«Ma accanto all’azione giudiziaria – prosegue SOS IMPRESA – è indispensabile attivare subito una rete di solidarietà efficace, ampia e competente. Chi resta solo di fronte all’usura rischia di crollare, come dimostra tragicamente questa vicenda».
L’appello di SOS Impresa: “Non restate soli”
Sulla vicenda è intervenuto con forza Luigi Cuomo, presidente di SOS Impresa – Rete per la Legalità Campania, che ha sottolineato come l’usura continui a essere una piaga attuale, capace di annientare non solo le imprese ma anche la dignità delle persone.
«L’usura continua a uccidere perché agisce sull’isolamento delle vittime», ha dichiarato Cuomo. «È fondamentale che lo Stato e la società civile intervengano prima che la disperazione prenda il sopravvento. La denuncia è l’arma principale, ma serve una rete di solidarietà che non lasci nessuno da solo».
Come chiedere aiuto
L’associazione SOS Impresa si è già dichiarata pronta a sostenere la vittima e i suoi familiari, offrendo assistenza legale e percorsi di accompagnamento per uscire dal giro del racket. Per chiunque si trovi in situazioni analoghe, sono attivi contatti riservati:
Numero Verde: 800 900 767
Email: [email protected]


