Il ras 64enne Antonio “Pintonio” Tedesco e Giuseppe Piccolo sono indagati per una tentata estorsione ai danni del titolare di un’azienda edile. L’imprenditore si era aggiudicato un appalto da 360mila euro per il rifacimento dei marciapiedi ad Acerra. Il 24 maggio 2020, intercettato, Tedesco avrebbe detto al suo fedelissimo: “Fatti dare una bella torta, come si deve“.
La tentata estorsione ad Acerra
Il giorno successivo l’emissario si è presentato al cantiere dove ad aspettarlo, però, c’erano gli agenti del commissariato di Acerra. Alla vista delle divise, Piccolo sarebbe fuggito in contromano a bordo del suo Beverly, per poi chiamare Tedesco e avvisarlo: “O zi, mi devi venire a prendere da qua sopra, altrimenti questi mi arrestano“.
Durante la denuncia sporta il 26 maggio, l’imprenditore ha confermato l’arrivo di Piccolo: “Mi invitava a seguirlo con modi arroganti. Nella circostanza, gli risposi che non sarei andato da nessuna parte e che non intendevo seguirlo. A questo punto è sopraggiunta una volante della Polizia e il soggetto a bordo del predetto motoveicolo si dava a precipitosa fuga“.
Chi è Antonio “Pintonio” Tedesco
Tedesco è ritenuto dalla Procura un esponente di vertice dell’omonima famiglia dei “Pintonio” di Acerra: in passato è già stato condannato per associazione camorristica, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi. Il ras è stato condannato dal Tribunale di Napoli nel 2012 e dalla Corte d’Appello nel 2015 in quanto membro del clan dei Pintonio, gruppo vicino alla consorteria dei De Sena.
“Riconosco Antonio Tedesco che è il capo della piazza di spaccio delle Monelle e ha sotto di lui il figlio. Tedesco tratta sia cocaina che hashish, ed in questo momento si accompagna con V. P., persona molto vicina a Tibiuccio e ai Cavanesi“, ha dichiarato il collaboratore di giustizia Giancarlo Avventurato nell’interrogatorio del gennaio 2023. Piccolo, invece, è stato arrestato nel recente blitz che ha sgominato il giro di droga in via Uganda a Caivano, con l’accusa di aver partecipato alle attività di spaccio per conto del capopiazza Domenico Di Micco.
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