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domenica, Gennaio 23, 2022
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“Luigi non era un mostro, anche Antonietta ha sbagliato”: parla Gennaro Capasso


Ieri mattina si sono svolti i funerali di Alessia e Martina a Castello di Cisterna nella chiesa di San Valentino, poco lontano da via Collina dei Pini dove le bimbe vivevano con la mamma. Alessia Capasso e Martina Capasso, rispettivamente 8 e 14 anni, sono state uccise la mattina del 28 febbraio dal padre, l’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso. L’uomo non accettava la fine della relazione con la moglie, Antonietta Gargiulo e così quella mattina ha deciso in mettere in atto quel terribile piano già progettato da tempo. Dopo aver sparato alla moglie, ha ucciso le bambine e si è tolto la vita.

Un’ ultimo saluto commovente per le piccole, accompagnate da palloncini colorati e striscioni ma non sono mancati i momenti di “agitazione” e contestazione ad alcune affermazioni dal parroco inerenti al perdono fatte durante l’omelia: “Preghiamo per il papà”.

A “difendere” l’appuntato è stato il fratello Gennaro Capasso che in una lunga intervista al ‘Tempo’, e come riportato dalla ‘Vita in Diretta’ durante un servizio, ha dichiarato: “Mio fratello non era un mostro. Ho visto le mie principesse. È uscito di testa, ha avuto 15 minuti di blackout. Mia cognata è stata messa contro Luigi dal suo avvocato. Che avrebbe dovuto o potuto tentare una riappacificazione tra i due, e invece non ha fatto altro che buttare alcol sul fuoco. Luigi le proponeva di vedersi, di parlare e lei non gli permetteva nemmeno di vedere le figlie. Il 29 marzo avrebbero avuto la giudiziale, mentre mio fratello cercava di intavolare una trattativa lei gli rispondeva che si sarebbero visti in tribunale. Era spaventato all’idea di perdere la casa che aveva comprato anni fa, di non vedere più Alessia e Martina. Gli è crollato il mondo addosso. A distruggerlo è stata la lontananza dalle figlie. Non voglio giustificarlo, ma sia Antonietta che il suo avvocato hanno gestito male questa situazione. Lo vedevano nervoso, avrebbero potuto lasciarlo con le bambine, invitarlo a casa un pomeriggio, fargli fare il padre. Anche l’ultima volta che è venuto da noi avrebbe voluto portarle e non gli è stato permesso. Eravamo una famiglia molto unita, da settembre mia cognata ci ha bloccati tutti. I nonni non vedevano più le nipoti, nemmeno a Natale, o per l’onomastico di Martina”.

Assente la mamma Antonietta Gargiulo, unica sopravvissuta della famiglia, ancora ricoverata all’ospedale San Camillo di Roma. La donna, originaria di Melito, ha saputo solo ieri della morte delle figlie Alessia e Martina.

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