Gino Paoli, tra i più grandi cantautori italiani, è morto all’età di 91 anni. Nato a Monfalcone nel 1934, cresciuto a Genova dove ancora oggi abitava, è stato una figura centrale della cosiddetta “scuola genovese”.
Autore raffinato e voce inconfondibile, ha segnato la musica italiana dagli anni Sessanta in poi. Tra i suoi brani più celebri figurano “Il cielo in una stanza” e “Sapore di sale”.
Le sue canzoni hanno saputo unire poesia, malinconia, esistenzialismo e immediatezza popolare. Accanto ad artisti come Tenco e De André, ha contribuito a rinnovare la canzone d’autore.
Nel corso della carriera ha collaborato con numerosi interpreti italiani e internazionali. La sua scrittura intima e sofisticata ha influenzato generazioni di musicisti. Rimarrà uno dei simboli più autentici della musica italiana del Novecento.
Dal “fidanzamento” al “matrimonio” con Napoli
Gino Paoli aveva maturato nel corso degli anni un legame profondo con Napoli, culminato nel 2014 con la cittadinanza onoraria conferitagli dal Comune, su iniziativa dell’allora sindaco Luigi de Magistris, per il suo legame poetico e musicale con la città. “Tra me e Napoli c’è una grande sintonia e similitudine – aveva spiegato all’epoca il Maestro Paoli – . Mi riconosco molto nell’anarchia dei napoletani, nella loro bonaria capacità di non dare mai nulla per definitivo. Il lungo fidanzamento tra me e questa città, si conclude oggi con il matrimonio”.
Nel 2013 aveva inoltre pubblicato l’album “Napoli con amore” con Danilo Rea, reinterpretando i classici napoletani. Nel 1964 partecipò alla selezione del Festival di Napoli con il brano “Angela”, di cui compose la musica.


