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lunedì, Febbraio 6, 2023
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Maturità 2023, decise le regole per scritto e orale: si torna come prima del Covid

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L’esame di maturità ritorna alla sua forma pre-covid, a parlarne è il Ministro Valditara. Quest’ultimo ha anche spiegato lo sviluppo e le modifiche delle varie prove. “Prima di decidere ho sentito esperti e addetti ai lavori. Alla fine è parsa la soluzione più ragionevole. Se dovesse funzionare male, si interverrà ma l’idea che si cambi la maturità solo per mettere un timbro trovo sia inappropriata” così il Ministro dell’Istruzione e del Merito ha motivato le sue scelte sulla prova di maturità.

L’esame di maturità segna un passaggio decisivo per gli adolescenti che lo sostengono; l’ultimo esame della “scuola dei piccoli” preannuncia il primo esame della “scuola dei grandi” e testa l’effettiva competenza dell’adolescente. Motivo per cui anche lo stesso Ministro Valditara ha sottolineato l’importanza di concentrarsi su temi strettamente associati alla società ed alla politica durante le varie prove.

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Esame orale 

L’esame orale, a detta del ministro, dovrà vertere sulle competenze civili del ragazzo. “Il colloquio interdisciplinare deve valorizzare le competenze degli studenti e verificare la loro capacità di fare collegamenti tra le materie” spiega Valditara. “Non è, quindi, un colloquio disciplinare, non deve esserci l’interrogazione in italiano, in greco o in matematica. Le competenze disciplinari sono già state accertate con il giudizio finale che ammette all’esame di Stato. Su questo invierò una circolare che chiarirà esattamente come andrà svolto il colloquio” tiene a precisare.

Esame scritto 

Anche nel caso della prova scritta Valditara precisa l’importanza di verificare la competenza socio-politica e culturale del ragazzo. “Ci saranno tracce che presumeranno la lettura dei giornali o la lettura dei libri. Il mio invito ai ragazzi è a partecipare e a essere informati sulla vita pubblica e su ciò che accade nella società. Per essere cittadini consapevoli e, quindi, maturi occorre leggere i libri e leggere i giornali e informarsi“.

Prove Invalsi

Il test Invalsi non è una valutazione delle competenze ai fini del giudizio. Serve a finalità statistiche, per comprendere le competenze acquisite dalla comunità scolastica non dai singoli. Le prove dovranno essere più aderenti a queste finalità, quindi non potranno essere astruse o non strettamente finalizzate all’obiettivo del test. Bisognerà fare attenzione su questo punto, ne parlerò con il presidente dell’Invalsi perché la valutazione possa davvero servire al sistema scolastico” spiega.

Occupazione 

Ha parlato poi delle misure da prendere in caso in cui gli istituti vengano occupate dagli studenti. “Vale il principio che chi rompe, paga. Se ci sono dei danni questi danni vanno perseguiti innanzitutto civilmente, non possiamo sprecare diversi milioni di euro a carico dei contribuenti per comportamenti che non hanno rispetto dei beni pubblici. Ci vuole un patto di legalità che renda responsabili le famiglie – o gli studenti se sono maggiorenni – per i danni compiuti perché dobbiamo essere consapevoli che si è parte di una comunità e dunque è necessario rispettare le regole di civile convivenza” spiega.

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