La Procura della Repubblica di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per 123 persone nell’ambito di una maxi-inchiesta su una presunta organizzazione dedita alla frode fiscale, all’evasione dell’Iva, al riciclaggio e all’autoriciclaggio. Al centro dell’indagine ci sarebbe un sistema articolato, attivo tra il 2015 e il 2021, con ramificazioni tra Napoli, Pozzuoli e altre località italiane.
La richiesta è stata presentata dal sostituto procuratore Giuseppe Riccio al termine di un’indagine che avrebbe ricostruito un meccanismo basato sull’utilizzo di società fittizie, sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti e sulla successiva movimentazione di denaro attraverso circuiti finanziari paralleli.
Ora spetterà al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli valutare le posizioni dei 123 destinatari della richiesta e decidere se disporre il processo.
Il sistema delle società cartiere
Secondo l’ipotesi accusatoria, al vertice della presunta organizzazione ci sarebbe stato Salvatore Lauria, affiancato da Angelo Agerola e Armando De Martino. Tra le persone indicate dagli inquirenti in ruoli di rilievo figurano anche Daniela Saccone, Adriano Femiano, Fortunato Cipullo e Daniela Narciso.
Il meccanismo si sarebbe basato sulla costituzione e sull’utilizzo di numerose società cartiere, intestate formalmente a prestanome e destinate, secondo la ricostruzione investigativa, a essere progressivamente svuotate e abbandonate.
Tra le società citate nel fascicolo figurano Keystone Srl, Kenko, Silver Price Srl, Premium Price Srl, Export Mobile Srl, G.T. Srl e Fox Import Srl.
Attraverso queste aziende sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti, soprattutto nell’ambito di presunte transazioni commerciali di prodotti elettronici e informatici con fornitori esteri.
Le società utilizzatrici avrebbero così potuto contabilizzare costi fittizi e ottenere indebiti vantaggi fiscali. Il denaro versato attraverso bonifici sarebbe stato successivamente prelevato e restituito in contanti ai clienti, trattenendo una commissione per il servizio.
Fatture false per decine di milioni di euro
Le cifre contestate delineano un sistema di dimensioni rilevanti. Secondo gli atti dell’inchiesta, alcune delle principali società coinvolte avrebbero movimentato imponibili per decine di milioni di euro attraverso fatture ritenute false.
Tra gli episodi indicati dalla Procura figurano oltre 26 milioni di euro di imponibili contestati alla società Kenko per il 2019 e più di 18 milioni di euro riferiti alla G.T. Srl per il 2020.
L’indagine avrebbe inoltre individuato oltre 50 società acquirenti distribuite sul territorio nazionale, accusate a vario titolo di aver utilizzato le fatture contestate per alimentare il sistema.
Le accuse: associazione per delinquere, frode fiscale e autoriciclaggio
Le contestazioni formulate dalla Procura comprendono, a seconda delle singole posizioni, l’ipotesi di associazione per delinquere, diversi reati tributari previsti dal decreto legislativo 74 del 2000, riciclaggio e autoriciclaggio.
Tra le condotte contestate figurano l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’omessa dichiarazione e la distruzione o occultamento delle scritture contabili.
Gli investigatori ipotizzano inoltre che i flussi finanziari siano stati movimentati attraverso una serie di operazioni finalizzate a ostacolare la ricostruzione della provenienza del denaro.
Nel fascicolo compare anche un episodio di presunta tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Le indagini e la richiesta di processo
La ricostruzione investigativa si sarebbe basata su analisi contabili, accertamenti fiscali, verifiche sui movimenti bancari e approfondimenti relativi alle attività delle società coinvolte.
Parte offesa nel procedimento è indicata nel Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Con la richiesta di rinvio a giudizio si apre ora una nuova fase giudiziaria: il giudice per l’udienza preliminare dovrà esaminare le singole posizioni e decidere se gli elementi raccolti siano sufficienti per disporre il processo.
Gli indagati: Daniela Narciso, Rocco Cirelli, Fortunato Cipullo, Daniela Saccone, Adriano Femiano, Salvatore Lauria, Angelo Agerola, Immacolata Ferriero, Serafina Fattore, Angelo Casillo, Fulvio Ventriglia, Pasquale Russo, Mihai Oglan, Gennaro Tortora, Salvatore D’Errico, Armando De Martino, Gaetano Sacco, Emilio Aossa, Vincenzo Vuotto, Eugen Aldea, Domenico Candiloro, Salvatore Greco, Mario Sassone, Fabio Feola, Gemma Rea, Fabio Romani, Pietro De Falco, Mario Galluccio, Emanuele Migliore, Mario Pinto, Raffaele Buonocore, Flora Franco, Carolina Saracino, Giacinto Damiano, Mariano Napolitano, Giuseppe Ondoso, Carmine Spina, Mario Rosario Riccio, Vincenzo Coppola, Angelo Piscopo, Pasquale Moccia, Iole Cestari, Ciro Esposito, Rosa D’Abundo, Salvatore Iazzetta, Davide Loffredo, Ciro Arino, Giuseppe Masiello, Domenico Frate, Domenico Ceglia, Giovanna Di Maio, Ilaria Romano, Dario Chiavarone, Cristiano Bava, Giuseppe Simeone, Gianluca Del Priore, Ernesto Spinelli, Vincenzo Criscuolo, Salvatore Manfredino, Antonio Filardi, Romolo Cerra, Ivan Polverino, Francesca Merolla, Fabio Capezzuti, Mario Lauria, Guido Cerciello, Jasmin Rose Margherita Waters, Claudio Posillipo, Michael D’Amora, Carmela Esposito, Antonio Izzo, Domenico Leoncino, Giacomo Di Fiore, Pasquale D’Abronzo, Pasquale Scognamiglio, Arcangelo Volpicelli, Vito Girolamo Manno, Rosa Califano, Maurizio Delfrati, Luisa Giordano Buono, Fabrizio Stanisci, Aniello Crescenzo, Maurizio De Gregorio, Salvatore Volpicelli, Enza D’Abronzo, Goffredo Russo, Domenico Civale, Edda Sanseverino, Luigi Vitiello, Francesco Gallo, Luca Busiello, Sebastiano Massa, Antonio Campanile, Alessandra Fadda, Valter Barca, Raffaella Cerqua, Fabio Esposito, Gennaro Spadafora, Riccardo Vallo, Ciro Viceconte, Valentina Malpeli, Mattia Malpeli, Carmela Cangiano, Ermelinda Abbate, Tommaso D’Emick, Antonio Ferrara, Antonio Auxilia, Ciro Ferrigno, Nunzio Di Gennaro, Ciro Tello, Francesco Gambardella, Gennaro Di Roberto, Antonio Scotto di Gregorio, Fabio Milone, Antonio Piccirillo, Ciro Petrone, Rosario Liguori, Giuliano Giacometti, Sergio Boccia, Lyudmyla Lipatnikova, Nicola Confuorto, Cesare Salierno, Elena Squillante.
Nel collegio difensivo compaiono: Diego Pedicini, Sergio Pisani, Ilaria Criscuolo, Salvatore Pane, Luca Moschiano, Angelo Mastromatteo, Giovanni Donnarumma, Giuseppe Catapano, Giampaolo Galloro, Gianluca Porta, Vincenzo Dostuni, Gianpaolo Galloro, Alberto Mazziotti, Vincenzo Arino, Pier Luigi Menga, Massimo Feliciani, Domenico Iodice, Lidia Mastroianni, Roberta Valmassoni, Giovanni Castori, Daniele De Luca, Arduino Borzacchiello, Angelo Vignola, Attilio Borricelli, Antonio Cardillo, Rocco Maria Spina, Gennaro Ausiello, Ugo Raja, Luigi Spadafora, Giuseppe Scafuro, Davide De Bartolo, Paola Bardelli, Gianluca Cancelliere, Claudio Pollio, Raffaele Serpe, Carmela Esposito, Luigi Pezzullo, Giancarlo Madonna, Alfredo Caruso, Federico Iossa, Davide Marra, Maria Maddalena Fusco, Marcello Marasco, Gino Fabio Fulgeri, Marco Campora, Alfredo Tarantini, Rosario Iervolino, Luigi Poziello, Mirella Baldascino, Mario Stanzione, Sandro Pisanti, Rachelina Conte, Domenico Buonincontro, Vincenzo Romano, Mauro Amendola, Giuseppe Milazzo, Cristiano Pazienti, Antonio Frattolillo, Antonio Menna, Paolo Piccolo, Picollo, Marco Augusto Pellegrini, Claudio Sforza, Stefania Petrocchi, Antonietta Madore, Matteo Feccia, Giovanni Gigantino, Procolo Arciprete, Andrea Satta, Daniela Di Fenza, Luciano Bisanti, Andrea Masotta, Alessandro Pelliccia, Ciro Baiano, Gianluigi Orza.
La richiesta della Procura non equivale a una condanna. Le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

