Rapine, raid e omicidi: i Cifrone nel mirino dopo l’ultimo delitto a Miano

Sono due i filoni investigativi seguiti dagli inquirenti per cercare di inquadrare il movente della stesa avvenuta ieri sera su via Vittorio Veneto a Miano. Azione armata in cui è stato verosimilmente ucciso Alessandro Riso, il 28enne trasportato poco dopo presso il pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli (leggi qui gli articoli). L’azione armata è avvenuta poco dopo le 21 e ha avuto come obiettivo un negozio, posto al civico 43, di proprietà di un parente dei cugini Luigi e Gaetano Cifrone. La prima pista è quella che porta alla parte bassa di Miano ossia agli ultimi fedelissimi rimasti al gruppo di ‘Abbasc Miano’ (quella costituita dal triumvirato Balzano-D’Errico-Scarpellini). Gruppo che, secondo le ultime informative, avrebbe subito più di un raid ad opera proprio dei Cifrone, formazione a cui Riso apparteneva da tempo. Con lo smantellamento del gruppo di ‘Abbasc Miano’ i Cifrone hanno di fatto piazzato un colpo decisivo per estendere la loro egemonia su Miano. I cugini Luigi e Getano Cifrone insieme ai loro ras (tra cui lo stesso Riso) avrebbero di fatto conquistato la parte alta di quello che era un tempo il feudo dei Lo Russo. C’è di più. La conquista sarebbe partita molto prima attraverso una serie di raid mirati.

Lo scontro dei Cifrone con Abbasc Miano

«Nella giornata del 13 gennaio – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita per il sequestro dell’operaio Stefano Pettirosso il mese scorso- veniva accertata dalle forze dell’ordine la presenza di un gruppo di soggetti a bordo di motocicli di grossa cilindrata, ma anche di una serie di condotte pericolose per l’ordine pubblico. In particolare, nel pomeriggio, si accertava l’esecuzione di una rapina eseguita da numerosi soggetti a bordo di moto di grossa cilindrata presso l’esercizio commerciale ‘Antonio Phone’ di proprietà di Antonio De Lutiis, cugino del detenuto Matteo Balzano, uno dei capi del gruppo di ‘Abbasc Miano’». Un’escalation di terrore che ha raggiunto il suo zenit con questa tipologia di raid ma, secondo gli investigatori, partita molto prima con l’omicidio di Stefano Bocchetti alias ‘Mniell’ (per il suo delitto, è bene precisare, al momento non vi sono indagati), uomo legato proprio a quelli di ‘Abbasc Miano’.

L’altra pista: la vendetta per la sparatoria contro il ras Milano

L’altra pista, quella minoritaria, fa riferimento ad una possibile ‘risposta’ per il ferimento anomalo di un ex ras dei Lo Russo colpito a Giugliano nella notte del 14 settembre. L’uomo, Salvatore Milano, alle 2 si era presentato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Pozzuoli con una ferita da arma da fuoco alla scapola destra. L’uomo ha raccontato di essere rimasto vittima di una rapina a Giugliano. Milano ha raccontato di essere da poco uscito dall’Asse Mediano per entrare nel centro cittadino quando sarebbe stato affiancato da alcuni uomini su moto di grossa cilindrata che gli avrebbero intimato di consegnargli tutto quanto era in suo possesso. Alla reazione dell’uomo sarebbe così partito un colpo dai rapinatori.

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